Il Tirreno

Pisa

L’atteggiamento contro i ciociari è stato quello giusto

3 MINUTI DI LETTURA





La gara con il Frosinone, giocata davanti a un pubblico eccezionale e caldo quanto mai, a fronte di un punto utile e che alla vigilia non era per niente scontato, lascia al Pisa diversi danni.

Il primo è l’infortunio a Samuele Birindelli, colpito con una violenta pallonata ravvicinata da Aya al 24’ che ha costretto il giovanissimo terzino destro a uscire in barella: trasportato all’ospedale di Cisanello con un forte ematoma all’occhio, oggi o domani consocerà l’entità del danno. Un infortunio del genere, avvenuto nel ritiro di Storo, fece saltare tutto l’inizio di stagione a Di Quinzio; speriamo che nel caso di Birindelli il danno sia più leggero, anche se nell’immediatezza del ko lo staff sanitario del Pisa sembrava piuttosto preoccupato.

Il secondo danno sono le squalifiche: l’arbitro Illuzzi - davvero pessima la sua direzione - dopo aver ignorato interventi molto più gravi, ha ammonito Aya e Masucci, due dei tre diffidati, che quindi salteranno la prima di ritorno a Benevento. Al 92’ il fischietto pugliese aveva completato l’opera ammonendo anche l’ultimo diffidato, Lisi, salvo poi accorgersi che il fallo per cui lo aveva punito era stato commesso da Marin.

Nel frattempo non aveva visto un rigore su Minesso a metà della ripresa (pestone di Krajnc da dietro sulla caviglia in piena area) e al 31’ st aveva incredibilmente risparmiato il giallo al capitano avversario Brighenti: partito a passo di corsa “arma” in pugno, ha cambiato idea quando se lo è visto di fronte e forse si è ricordato che era già ammonito.

Ma Pisa-Frosinone ci lascia anche qualcosa di positivo, anzi molto: diversamente dall’ultima gara casalinga con il Cosenza, nella quale i nerazzurri si sono lasciati praticamente picchiare senza reagire, stavolta l’atteggiamento agonistico della squadra è stato quello di chi sa di dover lottare con le unghie e con i denti per salvarsi. Alla rudezza degli avversari (che peraltro, forti di un tasso tecnico superiore, avrebbero dovuto cercare di metterla di più sul piano del gioco) hanno risposto con altrettanta rudezza e non si sono mai tirati indietro nei contrasti.

Il che ha a sua volta galvanizzato il pubblico; a qualcuno dei protagonisti in campo resteranno per un po’ nelle orecchie le urla della Gradinata che ha alzato i decibel sopra ogni livello di guardia in ogni azione contestata.

È chiaro che sarebbe stato più bello vincere. Ma con una lista di assenti lunga e sanguinosa, il Pisa ieri ha fatto tutto quello che poteva e doveva. Girare a 24 punti è un buon risultato: una media punti di 1.26, dati storici alla mano, ha sempre garantito la salvezza. Ora c’è grande attesa per il rientro di Marconi e Belli dall’infortunio e per il mercato, che dovrà portare in dote un altro attaccante di livello, di un centrale difensivo e di un centrocampista avanzato. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani