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Moscardelli, gol senza età Una rovesciata di rivincite

Antonio Scuglia
Moscardelli, gol senza età Una rovesciata di rivincite

L’attaccante aveva iniziato la stagione tra infortuni e difficoltà impreviste Intanto Asencio è vicino ai saluti: il Genoa è pronto a riprenderlo a gennaio

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Con le sue reti numero 202 e 203 in carriera (e la complicità di Marco Pinato autore del primo gol) Davide Moscardelli, quaranta candeline pronte per essere spente il prossimo 3 febbraio, ha fatto saltare la panchina di Francesco Baldini, che il Trapani di Petroni per ora ha sostituito con Giuseppe Scurto, coach della Primavera. Ma quando ha gonfiato la rete granata con una rovesciata magistrale, e quando ha chiuso i conti con una scivolata in area piccola nella ripresa, non pensava certo a danneggiare qualcuno. Faceva solo il suo dovere di sempre: dare il suo contributo alla propria squadra.

Già, perché la barba più famosa del calcio mondiale, icona mediatica da 158mila follower su Instagram, sul campo non vive né di ricordi né di rendita. Guardando a ritroso nel tempo, ha fatto gioire i tifosi di Pisa, Arezzo, Lecce, Bologna, Chievo, Piacenza, Cesena, Rimini, Triestina, Sangiovannese, Guidonia e Maccarese, queste due agli albori della sua ultraventennale carriera.

Solo una volta, nel 2012, era arrivato a metà dicembre senza gol, nel Chievo in A (a gennaio si trasferì al Bologna). Prima e dopo valanghe di reti in tutti i campionati dalla A alla Promozione a parte la serie D.

Quasi quarant’anni, ma l’entusiasmo e le emozioni di... due ventenni: «Mi sono commosso per la standing ovation, - ha detto dopo la gara di Trapani - mi è successo poche volte». Un sentimento condiviso, dalla squadra (Luca Verna: «Moscardelli è un leader») e dal popolo nerazzurro, per il quale ogni gol dell’attaccante nato a Mons (Belgio) emotivamente vale doppio.

Non solo. L’assenza per infortunio di Marconi e Masucci e la perdurante “latitanza dal campo” di Asencio avevano gettato un bel po’ di sconforto nell’ambiente, in un momento delicato del campionato; aver ritrovato un Mosca-gol capace di mettere a soqquadro le difese avversarie - la sua caratura tecnica d’altronde è da serie A - significa poter rialzare la testa.

E l’impresa di Trapani, ovviamente con meriti condivisi col resto della squadra, segna per la seconda volta in stagione un momento di svolta importantissimo. Il primo fu la vittoria casalinga con la Salernitana che seguì alla sconfitta di Livorno; il secondo, quello di lunedì, fa tutta la differenza fra la zona playoff, appena agganciata, e quella playout, che sarebbe stata ad appena un punto di distanza in caso di sconfitta.

E forse è la... svolta buona per lo stesso Moscardelli, la cui stagione sembrava maledetta: a Ferragosto, in uno scontro in allenamento, si era procurato una frattura al piede ed è rimasto fuori a lungo; il recupero è stato faticoso e doloroso, ritagliarsi un posto in squadra non è stato facile. Fino all’altro ieri, 6 apparizioni (delle quali solo 2 da titolare e 4 da subentrato), 279 minuti totali giocati e zero gol. Una zavorra psicologica che poteva buttarlo giù ma non lo ha fatto. Perché, dopo aver “preso la mira” nella deludente gara casalinga con l’Entella, l’attaccante a Trapani si è scatenato. Il suo gol in rovesciata oltretutto è già candidato ad apparire come una delle immagini-simbolo di questo campionato, il secondo testimonia il fiuto da predatore d’area che segna la differenza tra gli attaccanti “generosi” e quelli veri.

A gennaio torneranno Marconi e Masucci, arriverà un’altra punta perché, a quanto apprendiamo, il Genoa ha deciso di riprendersi Asencio. Ma vecchi e nuovi dovranno sempre fare i conti con Mosca-gol per conquistare una maglia da titolare. —

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