Il presidio
Calori avverte: campo sintetico e ambiente le insidie a Trapani
L’ex stopper del Pisa ha allenato i siciliani sfiorando una salvezza clamorosa «Per i nerazzurri sarà decisiva la condizione fisica. Il mercato? Guardate in C»
PISA. In nerazzurro ha debuttato e segnato il suo primo gol in serie A, a Trapani ha sfiorato una salvezza in B tre anni fa dopo una rimonta incredibile. Per Alessandro Calori in mezzo c’è una carriera importante da difensore, in particolare come capitano dell’Udinese di Zaccheroni a fine anni Novanta, e da allenatore navigato in serie B. Il tecnico aretino ci parla della sfida di lunedì sera al Provinciale e dei temi del campionato cadetto che si avvicina al giro di boa.
Calori, che partita si attende lunedì sera?
«Il Trapani è penultimo, ma in casa è una squadra temibile, non a caso ha battuto il Chievo. Baldini ha ritrovato Evacuo e con l’innesto di Biabiany ha aumentato la qualità della rosa. Per fare risultato il Pisa dovrà giocare con la massima attenzione. Il sintetico, l’ambiente caldo e il vento possono fare la differenza».
Fin qui si attendeva questo cammino da parte del Pisa?
«I nerazzurri stanno facendo bene per essere una neopromossa. Si trovano a metà strada tra playoff e playout in un campionato dove regna l’equilibrio e il solo Benevento sembra avere una marcia in più rispetto agli altri».
Quanto possono pesare gli infortuni in casa Pisa?
«Marconi sicuramente è un punto di riferimento importante, ha segnato già 10 reti ed è vice capocannoniere del campionato, ma sicuramente chi lo sostituirà cercherà di dare il meglio. D’Angelo ha una buona rosa a disposizione».
Un giudizio sui due allenatori?
«Dal punto di vista tattico Baldini sta portando avanti da tempo il 4-3-3, mentre D’Angelo alterna il 3-5-2 al 4-3-1-2. Al di là dei moduli ognuno ha il proprio modo di interpretare il calcio. D’Angelo da due anni lavora più o meno con il solito gruppo ed è stato bravo a gestirlo al meglio fin dalla passata stagione».
Quanto influirà il mercato di gennaio sulla seconda parte del campionato?
«Nel mercato invernale non è mai facile fare delle valutazioni. Devi essere bravo a riparare nel modo giusto gli eventuali errori estivi. È un mercato un po’ fasullo: se punti su giocatori che provengono dalla A perché non trovano spazio devi avere la pazienza di attenderli. Per scendere di categoria servono le motivazioni, che trovi soprattutto nei giovani, altrimenti puoi fare la scelta giusta andando a pescare in C dove c’è grande voglia di emergere».
Pisa e Trapani possono centrare la salvezza?
«Possono farcela entrambe. Classifica alla mano il Pisa può guardare anche alla parte sinistra. Ora è presto per parlare di playoff o di playout. Il mese cruciale resta quello di marzo. Lo scorso anno la Salernitana sembrava destinata ai playoff e poi si è salvata solo ai rigori nello spareggio salvezza con il Venezia. Mantenere una continuità anche a livello fisico diventa importante».
Quello che è successo a lei a Trapani tre anni fa è la fotografia di quanto sia imprevedibile la B?
«Quello che è successo nella stagione 2016-2017 ha dell’incredibile. Sono arrivato a dicembre con la squadra ultima, poi abbiamo fatto 33 punti con una media praticamente da promozione puntando anche su tanti giovani tra cui Jallow che ora gioca nella Salernitana. Purtroppo non è bastato perché nelle ultime giornate eravamo un po’ cotti. Proprio dopo la vittoria casalinga con il Pisa di Gattuso abbiamo avuto un calo buttando via una salvezza, in particolare nella partita in casa con il Cesena, che sembrava a portata di mano. Peccato perché stavamo facendo qualcosa di straordinario».
Calori è tornato a Pisa poco tempo fa per una serata dedicata a Romeo Anconetani: un suo ricordo del presidentissimo e di quelle due stagioni in nerazzurro tra il 1989 e il 1991?
«Romeo è stato un grande presidente, anche perché amava scommettere sui giovani. È stato lui a portarmi a Pisa prendendomi in C dal Montevarchi. Al primo campionato ho giocato titolare conquistando una promozione in A».
Un bel momento in particolare?
«Ne scelgo due. La festa promozione in una Piazza dei Miracoli stracolma con Romeo che fa riaprire la Torre sventolando una bandiera nerazzurra. Poi il mio primo gol in A in casa del Lecce con un tiro da lontano che si infilò all’incrocio dei pali con Lucescu allenatore».
Ora cosa fa Alessandro Calori?
«Sto girando molto per vedere tante partite di B. Come tutti gli allenatori che sono fermi cerco di aggiornarmi in attesa del momento giusto per tornare in panchina». —
Andrea Chiavacci
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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