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Pisa

La società 

Corrado archivia il caso «Non diamo pretesti per polemiche di parte»

Andrea Chiavacci

Il presidente sulla querelle bandiere al Tombolato di Cittadella «Ciò che va sottolineato è il grande tifo dei pisani in trasferta»

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PISA. «Forse sarebbe più giusto sovraesporsi meno a livello mediatico e non dare un pretesto a chi cerca di alimentare polemiche politiche tra opposte fazioni». La conferenza stampa è convocata per promuovere l’Integrity tour della serie B all’interno del Residence San Rossore, ma Giuseppe Corrado non poteva non intervenire nella polemica sulle bandiere rossocrociate sventolate nello stadio Tombolato di Cittadella. Un fatto che ha fatto insorgere i politici veneti della Lega, che denunciano un diverso trattamento rispetto al divieto di usare il vessillo del Leone di San Marco imposto ai sostenitori del Padova, e che, rimbalzato a Pisa, ha provocato una polemica tutta politica (vedi articolo in alto).

«Se non fosse una cosa seria mi scapperebbe da ridere, stiamo rasentando il paradosso – esordisce il presidente. – In un momento storico difficile per il nostro paese, e dove proprio in Veneto ci sono stati grossi problemi legati al maltempo, ci si preoccupa delle bandiere nella curva dei nostri tifosi». Il problema anche a livello legale non si pone: «La croce è il simbolo della nostra città e compare anche sulla nostra maglia e sul nostro logo ufficiale. I tifosi lo portano in tutta Italia da anni, fanno striscioni e coreografie con questo simbolo e non ci sono mai stati problemi. Qualcuno evidentemente non ha mai visto una partita del Pisa».

Corrado sottolinea come ci sia stata una strumentalizzazione a livello politico: «Trovavo più giusto che si rimarcasse il comportamento esemplare dei nostri tifosi che a Cittadella, in una giornata tremenda a livello climatico, non hanno mai smesso di cantare facendo un tifo corretto e pulito solo a favore della squadra».

Nel caso ci fossero sanzioni contro i tifosi come vi comporterete? «Forse sto già dedicando troppo spazio a questa vicenda. Mi auguro e spero davvero che non ci siano multe, in quel caso ci faremo trovare pronti. Tre anni fa, appena presa la società, abbiamo cercato di aiutare i tifosi dopo i Daspo per i fatti di Empoli che ritenevamo ingiusti. Da quel momento si è creato un ottimo rapporto tra noi e il tifo organizzato pisano, che sta diventando un vero e proprio modello per tante curve italiane». —

Andrea Chiavacci

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