Il Tirreno

Pisa

Pinato spaventa il Cittadella per il Pisa è un punto pesante

Antonio Scuglia

Nerazzurri raggiunti su rigore a 15’ dalla fine: per gran parte della gara erano virtualmente in zona playoff

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CITTADELLA. Il Pisa non segnava fuori casa dal 28 settembre e lontano dall’Arena aveva perso le ultime tre sfide; il Cittadella, che pochi mesi fa ha perso la finalissima per la promozione in A, non prendeva un gol da quattro partite e tentava la conquista del secondo posto.

Ieri al Tombolato però, sotto la pioggia nel primo tempo e sotto il diluvio nel secondo, i nerazzurri (in tenuta verde ramarro come Castellammare, molto molto brutta ma... beneaugurante), hanno sfiorato l’impresa passando in vantaggio al 43’ con Pinato (che a Venezia aveva segnato l’ultimo gol del Pisa in trasferta, ma nella sua porta) e agganciando virtualmente i playoff per tre quarti d’ora, prima di essere raggiunti su rigore.

L’undici di mister D’Angelo torna dal Veneto con un punto e qualche rimpianto, meritando pienamente gli applausi degli oltre seicento tifosi che l’hanno seguito nella non comodissima trasferta.

La squadra di Venturato, favoritissima alla vigilia, ha regalato tre periodi di grande intensità negli attacchi: i primi 20’ dopo il fischio d’inizio, cinque minuti di arrembaggio fra il 55’ e il 60’ e altrettanti prima della mezz’ora della ripresa.

Ma nel resto della gara, il Pisa ha contenuto bene i quotati avversari pur avendo cambiato diversi titolari rispetto alle ultime occasioni, cinque in tutto se guardiamo il tabellino di Pisa-Spezia, a partire dai due terzini del 4-3-1-2 (a specchio con gli avversari che schieravano in attacco D’Urso dietro le punte De Marchi e Diaw).

Il primo tempo, come detto, ha visto un avvio veemente dei locali, con diversi palloni messi in mezzo molto bene dal terzino sinistro ex nerazzurro Amedeo Benedetti: al 5’ un colpo di testa o di nuca di De Marchi si impennava verso il “sette” opposto ma trovava Gori pronto a smanacciare in angolo. E al 13’, su corta respinta dello stesso Gori dopo un cross radente di De Marchi da destra, Branca e D’Urso non riuscivano a violare la porta sguarnita, il secondo con una incomprensibile rovesciata acrobatica alla Bruce Lee da due passi. Scampato il pericolo, ecco il Pisa: al 27’ cross da sinistra di Masucci e colpo di testa di Siega poco fuori dal bersaglio; al 38’ missile di De Vitis dai 18 metri salvato in angolo da Paleari; e al 44’ il gol con Pinato che apriva a centrocampo per Birindelli, si fiondava in area e schiacciava in rete di testa in tuffo.

Nella ripresa però il Cittadella riprendeva a spingere e il Pisa si schiacciava un po’ troppo concedendo cross e calci d’angolo a ripetizione, anche se si rendeva pericoloso a sua volta al 9’ con un colpo di testa di Aya che colpiva il palo esterno. Sul corner granata numero 12 arrivava il pari: traiettoria bassa e tesa dalla destra, Masucci in scivolata si vedeva rimbalzare la palla sul braccio e il signor Amabile fischiava il rigore, trasformato dall’altro ex Manuel Iori. Peccato, ma il punto è meritato e anche utile visto che serve a tenere a distanza la zona playout. —

Antonio Scuglia



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