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Lo strano destino di Aya e Benedetti Cinque minuti per diventare eroi
Il primo non aveva mai segnato in serie B, al secondo il gol mancava da sei anni (quando giocava nello Spezia)
PISA. Passare in cinque minuti da possibili capri espiatori di una difesa, e di una squadra, in difficoltà a eroi di giornata in una delle partite più sentite dalla tifoseria pisana. È un mondo capovolto, stavolta dalla parte giusta, quello di Ramzi Aya e di Simone Benedetti. Due che di mestiere cercano di evitare i gol degli avversari, si sono presi la licenza di segnare facendosi trovare al posto giusto e nel momento giusto.
Oltre a loro sorride anche il bomber Michele Marconi, tornato al gol dopo sei giornate. Per Aya si tratta della prima rete in B, aveva già segnato di testa in Coppa Italia nel 3-0 al Potenza, ed è una gioia che decide di dedicare alla figlia di 16 mesi e alla moglie. Due giornate in panchina, con la Salernitana è entrato solo nel convulso finale, dopo 9 partite senza saltare neppure un minuto. Anche con lo Spezia le difficoltà non sono mancate, soprattutto nella ripresa, ma il gol è su splendido corner di Gucher è stata una vera liberazione. Una molla per la squadra e per Aya, che in precedenza aveva deviato quel poco per mettere fuori causa Gori sul primo gol di Ragusa.
La fotografia più bella del sabato pisano è sicuramente il sorriso di Simone Benedetti dopo lo stacco di testa sul traversone da sinistra di Pinato. Un calcio alla sfortuna e ai momenti difficili di una stagione iniziata con due espulsioni a Castellammare e Venezia e con lo sfortunato autogol di Livorno. Qui D’Angelo è stato bravo a dargli fiducia, come lo scorso anno dopo alcuni passaggi a vuoto, e con lo Spezia è stato ampiamente ripagato. Un gol che mancava da sei anni, quando Simone giocava proprio con i bianconeri e realizzò una rete al Livorno. Un segno del destino e anche per lui una dedica alla famiglia: «Mia moglie dice sempre che devo credere in me stesso e il gol prima o poi sarebbe arrivato».
Una profezia azzeccata, mentre per quanto riguarda l’esultanza con la mano messa al centro della testa c’è un retroscena curioso: «Lo facciamo sempre in allenamento quando abbiamo voglia di scherzare – spiega Benedetti. – Mi è venuto d’istinto mimare la cresta, ma è una cosa nata per caso.».
Adesso l’obiettivo di Benedetti è quello di ripetere il percorso della passata stagione quando dopo l’espulsione con la Pistoiese riuscì a ritrovarsi diventando un pilastro della difesa nerazzurra.
Se Aya e Benedetti non sono avvezzi a metterla nel sacco, Michele Marconi doveva ritrovare quel feeling con il gol che mancava da 571 minuti. Merito del cross bellissimo di Masucci, tornato titolare dopo due partite, e merito della sua girata di testa sul secondo palo che lo fa salire a quota 8 nella classifica cannonieri ad un passo da Iemmello. La prestazione non era mai mancata e il gol non era arrivato per questione di centimetri (Perugia, Livorno, Pescara) come sottolineato da D’Angelo a fine partita. Sabato però si sono visti maggiori rifornimenti dalle fasce e sulle palle inattive, non a caso sono arrivati tre gol di testa, che sono manna per il Batman di Follonica. —
Andrea Chiavacci
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