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Il Pisa spaventa il Chievo ma alla fine arriva un punto che sa davvero di beffa

Antonio Scuglia
Il Pisa spaventa il Chievo ma alla fine arriva un punto che sa davvero di beffa

Nerazzurri avanti di due gol (doppio Marconi) e virtualmente primi per un’ora poi i veronesi recuperano in 9 minuti. Grande tifo dei mille pisani al Bentegodi

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verona. È possibile portare via un punto sul campo di una squadra che fino a tre mesi fa giocava due categorie più su di te, eppure uscire con tanta amarezza? Sì, se eri avanti di due gol e per un’ora ti trovavi al primo posto in classifica.

Ma il Pisa lascia il Bentegodi fra gli applausi del suo pubblico, mille tifosi giunti in Veneto che hanno fatto sentire la squadra di D’Angelo come se giocasse in casa. Marconi crea, con due gol da dominatore dell’area di rigore (ed è ora il capocannoniere solitario della B con 5 centri); Gori conserva con altrettanti interventi da grande portiere.

Poi, fra il 24’ e il 33’ della ripresa, viene fuori lo spessore tecnico della squadra di Marcolini, che ha indovinato perfettamente i cambi inserendo all’inizio della ripresa Rodriguez al posto di un nervoso Meggiorini e venti minuti dopo il folletto Garritano al posto di Esposito. Anzi, al 90’, proprio sulla fronte di Garritano è andato s sbattere il pallone del possibile ribaltone, terminato per fortuna fuori da due passi.

Il Pisa ha scelto di giocare a viso aperto: nel suo 3-5-2, Siega subito titolare in mediana al posto di Marin per avere più qualità. Per capire il potenziale degli avversari, d’altra parte, basti pensare che come vertice alto del rombo, nel 4-4-2 di Marcolini, mancando Giaccherini giocava sì un ragazzino, il classe 2000 Vignato, ma un ragazzino che potremmo vedere prestissimo in un grande club e/o in Nazionale.

Il Pisa ritrovava l’arbitro Amabile: con lui l’ultima sconfitta in campionato, ben 26 turni prima, il 23 gennaio scorso Ad Arezzo (1-0): da allora i nerazzurri hanno sempre segnato fuori casa e anche ieri non si sono smentiti. Nel “quasi deserto” del Bentegodi, una cattedrale del calcio da 40mila posti, si sentono solo i pisani, almeno mille. I rapporti sugli spalti sono corretti: prima della gara, saluti e cambio di regali fra i due Centri di coordinamento.

In campo però la gara è ricca di agonismo. Il Chievo manovra subito bene palla a terra ma solo fino alla trequarti, il Pisa è attento e lo punisce alla prima vera occasione al 18’ : Belli cavalca sulla destra e mette in mezzo sottoporta, la parabola supera il portiere Semper e Marconi è pronto alla deviazione di testa sul secondo palo anticipando Rigione. Al 28’ è super Gori: Meggiorini servito in campo aperto spara un diagonale angolatissimo, il portiere salva in angolo. E si ripete al 3’ st, respingendo da due passi su Segre servito da Djordjevic su De Vitis. Il Pisa raddoppia al 10’: cross dalla destra di Belli e e stacco imperioso di testa di Marconi . Il Chievo però si ributta in attacco e accorcia al 24’ con un piatto destro dal limite di Segre, un vero colpo da biliardo. Il gialloblù insistono e al 33’ i loro attacchi vengono premiati: Dickmann vince un rimpallo su Marin e insacca rasoterra nello stesso angolino del gol di Segre. —

Antonio Scuglia

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