Meteo
Di Prete ci crede: «D’Angelo dispone di un centrocampo molto interessante»
L’ex nerazzurro: Verna in ripresa e manca ancora Di Quinzio La squadra ha le qualità per fare un buon campionato
PISA. L’amaro 0-0 interno con il Benevento può diventare persino benaugurante: finì con un punteggio casalingo ad occhiali anche l’esordio in B del Pisa di Romeo Anconetani nel 1979-80 con la Spal, nell’anticamera verso la gloria. Una coincidenza niente male, se la sommiamo alla concomitanza sul calendario tra la finale vittoriosa di Trieste e la gara-promozione a Pagani di 40 anni fa (entrambe datate 9 giugno). Terminò in un nulla di fatto fra le mura amiche anche il debutto dell’anno successivo con il Verona (ultimo precedente di questo risultato iniziale), nella seconda stagione di preparazione alla promozione in A del 1982. L’ex bomber nerazzurro Claudio Di Prete era in campo contro la Spal il 16 settembre 1979 e, pur senza fallire un rigore a tempo scaduto, si mangiò le mani quasi come Michele Marconi.
Di Prete, cosa accadde nel match con gli estensi?
«Ricordo che dopo un quarto d’ora di gioco colpii una traversa. Un vero peccato. La gara non si schiodò dallo 0-0. Curiosamente a rammentarmi di recente questo episodio è stato un personaggio famoso: ho incontrato in palestra il comico Ubaldo Pantani, che mi ha riconosciuto e mi ha detto di aver assistito a quella partita dalla gradinata dell’Arena Garibaldi, da piccolo insieme a suo padre, che lavorava a Ferrara».
Quel Pisa segnò il suo primo gol in campionato solo alla quinta giornata...
«C’era qualche problema con Meciani: il mister mandava in campo una formazione, Romeo ne voleva un’altra. Trovammo un equilibrio con l’arrivo di Carpanesi, almeno per 8-9 partite. Ricordo che nelle prime giornate presi la varicella, che mi fu attaccata da mio figlio».
Ecco perché il Pisa non segnava...
«In quella squadra non c’ero solo io: Giorgio Barbana e Cantarutti erano bravi a segnare. Ed anche Bergamaschi aveva il piede caldo. Eppure rischiammo di retrocedere, pur avendo una bella rosa. Avremmo potuto disputare un campionato diverso, anche se per la vittoria competevano squadre molto forti come Como ed Atalanta».
Società e allenatore di oggi, a differenza di quelli di allora, sono concordi nel rinnovare la fiducia al gruppo della promozione: scelta giusta?
«Secondo me la società fa bene. Le scelte dello scorso anno hanno pagato: dopo il mese di gennaio il Pisa è stato stratosferico sotto il profilo dei risultati e della consapevolezza dei propri mezzi. Io ho fiducia soprattutto nel centrocampo. Verna, sballottato nell’esperienza a Cosenza, sta tornando ai suoi livelli. Ci sono Gucher e Marin. Contro il Benevento non hanno giocato Minesso e Di Quinzio. Recuperando tutti possiamo disputare un buon campionato».
Il Pisa di Romeo crebbe gradualmente: una sofferta salvezza in B nel 1979-80, un campionato tranquillo nella stagione successiva e quindi la promozione in A. È questo il corretto percorso?
«Se si potesse far prima sarebbe ancora meglio, ma bisogna valutare la forza delle rivali. Contro il Benevento la squadra ha detto la sua. Non abbiamo paura di nessuno, specialmente in casa, dove il pubblico ha riempito lo stadio già ad agosto. Mi chiedo: se il Pisa andrà bene, i tifosi avversari da dove vedranno la partita? Ai miei tempi anche la curva Sud era nerazzurra». —
Massimo Berutto
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
