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Sbagliare un rigore non è una tragedia
Al Pisa successe due volte nella passata stagione e l’ultima fu ancora al 94’: pure col Pontedera finì 0-0
PISA. Non basterà un rigore fallito a tempo scaduto per disperdere l’entusiasmo di una neopromossa in B, di una tifoseria che l’ha incitata incessantemente dal 1’ al 94’ e, ci auguriamo, di una punta come Marconi, che a trent’anni ha meritatamente, anche se in ritardo, una grande chance in cadetteria.
Il Pisa, purtroppo, è già passato da una situazione simile e per fortuna (ma soprattutto per merito) ne è uscito brillantemente, conquistando la nuova categoria: lo scorso 18 aprile, nell’ultimo derby con il Pontedera, fu Pesenti a sbagliare dal dischetto al 94’, facendo sfumare due punti in un colpo solo nello 0-0 finale, dopo la spiacevole scena che vide protagonista Buschiazzo (che voleva batterlo per forza pur non essendo il rigorista, e alla fine innervosì inutilmente tutti) .
L’ex piacentino era oltretutto al secondo errore consecutivo, a differenza di Marconi, che invece dagli undici metri era andato a segno in nerazzurro nella trasferta di Alessandria contro la Juventus Under 23 e, nel corso dei playoff, ad Arezzo.
Quattro mesi fa il risultato e il conseguente contraccolpo psicologico potevano mettere a rischio il terzo posto, con i relativi vantaggi in ottica spareggi, e invece il Pisa si compattò già dopo il triplice fischio e blindò la posizione vincendo a Busto Arsizio e sconfiggendo il Novara, trafitto 3 volte, anche su rigore, da Minesso.
Pesenti ebbe modo di riscattarsi ampiamente nei playoff, segnando, su azione, nel match di Carrara. In fondo la favola del Pisa 2018-19 è partita da un penalty sbagliato sul filo di lana, anche se allora l’episodio fu a favore dei nerazzurri: nel match interno con la Pistoiese l’arancione Momentè fallì l’occasione del 2-2, consentendo allo Sporting Club la prima vittoria in campionato in un fortunato anno solare 2019.
Rigore o meno, Marconi rimane la punta di diamante dell’attacco e un giocatore che incomprensibilmente ha collezionato finora solo 6 partite in B (5 nel Grosseto) oltre a 7 (con un centro all’attivo) in A nell’Atalanta. Contro il Benevento ha sfiorato un eurogol da centrocampo, non essendo ancora comprensibilmente al pieno della forma.
Non era la prima volta che la punta maremmana si accollava la responsabilità di calciare un rigore al 90’.
Aveva già realizzato, sebbene in modo ininfluente, al temine di Juventus Under 23- Pisa (la squadra di D’Angelo già vinceva 2-1) e nel 2015-16, quando fissò Renate-Alessandria sul punteggio di 0-4.
Decisiva invece la trasformazione conclusiva in Alessandria-Prato del 2017-18 per il primo acuto dei grigi dopo 8 turni, perforando con freddezza il portiere laniero Sarr, che oltretutto 14 minuti prima aveva neutralizzato un tentativo di Bellomo. —
Massimo Berutto
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