Il Tirreno

Pisa

i vecchi proprietari del pisa 

La famiglia Petroni “vicina” a due club nello stesso torneo

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. La presenza della famiglia Petroni in ben due società del prossimo campionato di serie B non è passata certo inosservata. Ne ha dato risalto non solo la stampa sportiva nazionale, che però raramente ha approfondito la vicenda, ma soprattutto Il Fatto Quotidiano del direttore Marco Travaglio.

In un articolo firmato da Lorenzo Vendemiale si evidenzia come, nonostante le regole della Figc vieterebbero la possibilità di far giocare nello stesso campionato due squadre riconducili alla stessa proprietà, Juve Stabia e Trapani sono entrambe legate ai Petroni.

Due piazze meridionali, calde ed entrambe neopromosse, sono infatti legate a Lorenzo e soprattutto a Fabio Petroni. Vendemiale dipinge il quadro della situazione partendo proprio da Petroni senior. «Papà Fabio – scrive il giornalista, – è noto per le sue navette e per il calvario del Pisa nel 2016. I guai, però, come la condanna in primo grado per bancarotta, sono alle spalle: i Petroni sono tornati nel pallone. Anzi, hanno addirittura raddoppiato».

È noto che il Trapani circa un mese e mezzo fa, pochi giorni prima del closing per le iscrizioni, è passato ad Alivision, emanazione italiana del gruppo Terravision.

Lorenzo Giorgio Petroni è a tutti gli effetti amministratore delegato del club.

Meno noto, secondo quanto dice Il Fatto, che Fabio Petroni avesse una quota della Juve Stabia. Va detto però che non sembrano coincidenze le foto postate sulle pagine ufficiali dei social del club campano dallo stesso Fabio Petroni il 20 aprile scorso, giorno della promozione in B della Juve Stabia, dove si nota anche l’ex amministratore delegato del Pisa Vincenzo Taverniti.

Petroni non compare ufficialmente nei quadri societari, ma Il Fatto sostiene di essere in possesso di documenti e messaggi riservati inequivocabili. Lo scontro tra Fabio Petroni e l’avvocato Giovanni Palma, socio della Juve Stabia fino alla scorsa primavera, ha portato alla luce la vicenda, con un esposto alla procura della Figc, che sta attualmente indagando.

L’allora presidente gialloazzurro Francesco Manniello scrive a Palma: «Io voglio tre società al 33%, la mia, la vostra e quella di Petroni» . Palma non è convinto: «Fai attenzione – scrive in risposta a Manniello –. Stai in società con una persona discutibile».

Palma fa riferimento al precedente di Pisa, ma per Manniello, Petroni è un socio prezioso come si evince dalla risposta di Petroni ad una mail di Manniello del 2 gennaio scorso, in cui il presidente invitava i soci a mettersi in pari con i versamenti. «Egregi signori – scrive Petroni – come emerge dalle mail intercorse fino ad oggi sono state necessarie le seguenti risorse finanziarie apportate dai soci: 538mila euro Manniello, 367mila Petroni, 50mila Palma».

Era lo stesso Petroni a definirsi socio, secondo i documenti in possesso de Il Fatto, e ad ammettere di aver tenuto in piedi il club con i suoi soldi: «Esiste anche un video dove i giocatori della Juve Stabia chiamano Petroni presidente».

Dopo l’uscita di Palma la proprietà della Juve Stabia è stata così ridisegnata: Manniello, l’imprenditore Andrea Langella, nuovo numero uno, e la Capri Stabia Srl. All’interno di quest’ultima azienda compaiono come soci lo stesso Manniello, Edoardo Comito (già a Pisa con Petroni) e una piccola partecipazione di Terravision. In conclusione i Petroni sono all’interno di due società di B? Da questi documenti sembra di sì, dice Il Fatto. Quindi chi doveva controllare? «La Figc non ha avuto nulla da ridire al momento della cessione del Trapani e delle iscrizioni». La procura indaga: in caso di contestazione, Petroni dovrà vendere una delle quote, pena la decadenza dell’affiliazione. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana