Robert Gucher eletto dai tifosi miglior giocatore del 2018–19
PISA. In un Pisa vincente e senza primedonne sembra quasi naturale che i tifosi si rivedono in un giocatore che evita di prendersi la scena fuori dal campo ma che dentro il rettangolo di gioco dirige l’orchestra nerazzurra con armonia e passione.
Robert Gucher è stato eletto dagli utenti della pagina facebook Liberato il Pisa come Best Player 2018-2019. Un torneo con tabellone tennistico che ha visto prevalere in finale il regista austriaco su Gaetano Masucci con il 65% dei voti. I tifosi consegneranno come premio una maglietta a Robert Gucher che in questi due anni si è preso il Pisa grazie alle sue doti tecniche e a una spontaneità più italiana che austriaca.
Gucher ormai gioca in Italia dal 2008 quando da Graz prese la via di Frosinone, con cui ha conquistato una promozione in B e una in A da capitano, e salvo una parentesi, sempre in Austria tra il gennaio 2011 e il giugno 2012 al Kapfenberg, è stato protagonista nei tre maggiori tornei del nostro Paese.
Il percorso all’ombra della Torre non sempre è stato facile. I Corrado scommettono su di lui nell’estate del 2017 per costruire il Pisa del rilancio dopo la retrocessione in C. Gucher, dopo aver salutato il Frosinone a gennaio di quello stesso anno, è reduce anche lui da una retrocessione in C con il Vicenza. La voglia di riscatto è grande e l’austriaco è al centro del progetto della squadra affidata a Carmine Gautieri.
Gucher incanta subito l’Arena nella sfida di Coppa Italia proprio contro il Frosinone, ma poi come il resto dei suoi compagni non riesce ad esser continuo e nella prima stagione in nerazzurro vive di lampi bellissimi ma isolati. Dopo Gautieri arrivano Pazienza e Petrone, senza cambiare marcia. Gucher è comunque tra i giocatori da salvare, e da tenere, con 35 presenze e 3 gol. Nonostante il Lecce dell’ex diesse nerazzurro Mauro Meluso, con Gucher ai tempi di Frosinone, lo cerchi con insistenza, il nuovo Pisa targato Gemmi e D’Angelo riparte dall’austriaco che fin dall’amichevole con la Cremonese nel ritiro di Storo si mette in evidenza.
Ma anche stavolta la strada non è semplice. Il Pisa parte tra alti e bassi e dopo il 4-1 subito a Carrara nemmeno Gucher si salva dalle critiche, suo il gol della bandiera, ma forse in quel momento cambia qualcosa.
Gucher assieme al capitano Moscardelli e ai calciatori più esperti inizia a prendersi sulle spalle una squadra che a gennaio viene completata con alcuni innesti di primo livello. A centrocampo l’arrivo di Verna e la crescita di Marin permettono all’austriaco di avere maggiore libertà d’azione e di poter disegnare calcio come vuole lui. Il suo girone di ritorno è da primo violino. Assist in abbondanza, anche da calci piazzati come con il Gozzano o a Olbia quando mette sulla testa di Brignani un pallone dove c’è scritto basta spingere. Da gennaio a maggio Gucher è il leader di un Pisa che perde una sola partita ad Arezzo e risale la corrente dal decimo al terzo posto.
Ai playoff Gucher torna al gol proprio con la Carrarese ai quarti di finale realizzando il definitivo 2-1 dopo aver rubato palla a Caccavallo. Gucher dedicherà la rete al nonno e a un amico di famiglia, scomparsi entrambi da pochi mesi. Nel post partita con i gialloazzurri alla domanda quale squadra ti aspetti in semifinale, Gucher risponde secco: “Mi aspetto di andare in B” . Sarà profetico.
Il Pisa trova un Arezzo forte ma che deve cedere il passo ai nerazzurri. L’ultimo scalino è la finale con la Triestina. Nella finale di ritorno del 9 giugno, dopo il 2-2 dell’andata, lo segue tutta la famiglia, l’Austria non è lontana da Trieste, e lui non delude. Gioca una gara da trascinatore e mette il punto esclamativo sulla B in contropiede dopo un triangolo con Verna. Gioco, partita, incontro, serie B e l’abbraccio dei tifosi e dei suoi cari. Tu chiamale se vuoi, emozioni. –
Andrea Chiavacci
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