Italia
Quando e come si truccano le partite tanti casi con i nerazzurri vittime
Alle Officine Garibaldi presentato il volume “Calcio truccato” scritto da Daniela Giuffrè, vice questore della Polizia, e dal giornalista Antonio Scuglia
PISA. Il match fixing e gli interessi sempre crescenti della mafia nello sport sono stati al centro di un incontro promosso dal Tirreno e dalle Officine Garibaldi insieme a Daniela Giuffrè, vice questore della Polizia di Stato e già responsabile dell’Unità dell’Interpol contro le frodi sportive dell’Interpol, e del nostro giornalista Antonio Scuglia, autori del libro “Calcio truccato”. Nella bella sala convegni delle Officine, l’incontro è stato presentato da Valentina Landucci, caposervizio della redazione di Pisa e Pontedera del Tirreno.
Il problema delle partite truccate ha toccato Pisa come vittima: in occasione della retrocessione in C di nove anni fa con conseguente fallimento si scoprì troppo tardi che diverse gare erano “aggiustate” e tra queste Albinoleffe-Ancona dell’ultima giornata, che sancì per i nerazzurri l’ultimo posto. In tempi più recenti, la magistratura scoprì gli illeciti in un Benevento-Pisa di campionato e in un Pisa-Torres di Coppa, per fortuna senza la partecipazione (e all’insaputa) dei nerazzurri. «Il match fixing non è probabilmente il problema più drammatico del calcio – è stato detto dagli autori – ma è un male che va combattuto ed estirpato con tutte le forze». Va da sé, è stato sottolineato, che ci sono altri problemi ancora più gravi. Basti pensare all’immenso scandalo dietro l’assegnazione dei Mondiali maschili 2022 al Qatar, dove la costruzione di nuovi stadi in pieno deserto e in tempi brevissimi, secondo Amnesty International, ha già causato oltre 1.200 morti sul lavoro (e il bilancio finale potrebbe arrivare a 4mila) e una semi-schiavitù lavorativa per 2,5 milioni di persone.
Questo però non significa che si possano sottovalutare i danni delle partite truccate e soprattutto quelli derivanti dalle infiltrazioni mafiose nel football. All’incontro erano ospiti tra gli altri l’assessore Raffaele Latrofa e l’ex presidente del Pisa, Maurizio Mian. “Calcio truccato-il grande business della mafia” pubblicato da Minerva Editrice è l’ideale continuazione di Game Over, finalista al Bancarella Sport e vincitore del riconoscimento della giuria al premio Gianni Brera. Nel nuovo volume trovano ampio spazio la storia del match fixing, gli aneddoti curiosi come le gare truccate corrompendo gli elettricisti degli stadi ed addirittura i ghost matches, partite mai giocate eppure al centro di ingenti flussi di scommesse, e la situazione attuale, il profilo dei principali attori di queste vicende, la spiegazione dei meccanismi (e dei complessi moventi) della truffa, e soprattutto il ruolo della mafia italiana e mondiale.
«In realtà – hanno ricordato gli autori – il calcio non è l’unico sport (né è stato il primo) a venire truccato, anzi negli ultimi anni diverse altre discipline sono nel mirino dei match fixer e in questo volume si parla anche di storia e tendenze di questa truffa fuori dai campi di football; ma è nel calcio che la mafia investe massicciamente le proprie risorse, e non solo per truccare le partite ma per riciclare immense somme di denaro proveniente dal traffico di droga e di persone, sfruttare l’indotto che gira intorno agli stadi e ai club, e acquisire consensi e potere politico a livello locale». —
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