Italia
Cosma applaude: che bello giocare per vincere
«Facciamo cose che gli altri neanche si sognano. In Italia si gioca per non perdere, la mentalità dei nerazzurri è diversa»
PISA. Solo una squadra nella storia del Pisa, precisamente nel 1964-65, ha chiuso in prima posizione un campionato di serie C, disputando un girone di ritorno addirittura migliore di quello realizzato dal team di D’Angelo (11 vittorie in 17 incontri invece che in 19) e conquistando più punti in casa rispetto all’inospitale undici di Gattuso (2015-16). Beppe Cosma era la punta di diamante di quella compagine e adesso è un appassionato, oltre che un dichiarato estimatore dello Sporting Club.
Cosma, il suo parere sul Pisa?
«Una squadra troppo forte in tutti i sensi. Facciamo ciò che gli altri neanche si sognano. Anche cambiando continuamente formazione, dall’inizio o durante la partita, il gioco rimane sempre di alto livello».
Cosa aveva in più il suo Pisa rispetto a quello di oggi?
«È cambiato tutto rispetto ad allora. Non si può fare un paragone. Io rimango però dell’idea che anche adesso a correre non debbano essere i giocatori, ma la palla».
Anche voi 54 anni fa spiccaste il volo nel girone di ritorno: cosa accadde?
«Il nostro allenatore Pinardi comprese meglio le caratteristiche di noi giocatori. Quest’anno il Pisa è lievitato nella fase discendente, anche grazie a quattro acquisti di grande spessore. Già prima la squadra era buona. Ora non dico che sia imbattibile, ma sicuramente qualunque avversario dovrà faticare per cercare di superarla».
Subisce però qualche gol di troppo: può essere un rischio in ottica delle prossime gare?
«Il Pisa concede qualcosa, ma, con un portiere come Gori che para anche l’impossibile, può concedersi qualche licenza».
Insomma le piace un Pisa che gioca sempre per vincere?
«Certamente. Mi piace il calcio estero perché lì si gioca per vincere, mentre in Italia solo per non perdere».
Chi sono i suoi nerazzurri preferiti?
«Gori e Marconi, che a mio avviso ha qualcosa in più rispetto agli altri. Un attaccante vero».
Lei era all’Arena Garibaldi in occasione del ritorno contro la Carrarese...
«Una partita che avremmo potuto perdere solo, lo dico con una battuta, se fosse precipitato l’aereo. La Carrarese giocava a due chilometri all’ora e ha tirato solo due volte in porta. Noi siamo di un’altra categoria».
E dalla gara con l’Arezzo quale impressione ha tratto?
«L’Arezzo è una squadra che sta bene in campo e che gioca a calcio, ma non penso possa venire a vincere con due gol di scarto all’Arena». —
M.B.
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