Il Tirreno

Pisa

Klaus Berggreen e gli anni d’oro contro Platini, Falcao, Maradona e Zico

A.C.
Klaus Berggreen e gli anni d’oro contro Platini, Falcao, Maradona e Zico

La sua maglia numero 7 strappata è l’icona  assoluta nella storia dello Sporting Club 

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il personaggio

In 110 anni di storia resta uno dei giocatori più amati dai tifosi nerazzurri, soprattutto da quelli che negli anni 80 hanno avuto il piacere di vedere il Pisa competere in A contro i più forti giocatori del mondo. La Juventus aveva Platini, la Roma Falcao, il Napoli Maradona, l’Udinese Zico e il Pisa, dal 1982 al 1986, aveva lui, King Klaus Berggreen. «Mi viene la pelle d’oca nel vedere ancora tanto affetto a 33 anni di distanza dalla mia ultima stagione a Pisa – racconta Berggreen nella sera in cui ha ricevuto un premio alla memoria di Romeo Anconetani alle officine Garibaldi. – Romeo ha significato molto per me».

Berggreen si presentò a Pisa nell’estate calda dei vittoriosi mondiali in Spagna con jeans sdruciti e una maglietta a maniche corte. Anconetani, che badava molto alla forma, lo portò subito assieme a Noris Schamous a rifarsi il guardaroba. In campo però Klaus si ambienta subito e segna una doppietta alla Sampdoria che vale il primo posto alla quarta di campionato. Nonostante le origini danesi diventò ben presto italiano, anche nel non avere troppi peli sulla lingua: «In A non ci davano mai una mano. Dopo una partita con la Juventus mi arrabbiai molto per un gol irregolare dei bianconeri, ma Romeo mi disse che certe cose non si potevano dire in Tv».

Dopo l’undicesimo posto e la storica salvezza in A però rischia di saltare tutto: «Io ero nel top 11 della serie A e volevo adeguare il mio ingaggio. Avevo detto a Romeo, smetto e vado in Danimarca così mi laureo in Eonomia e commercio. Tornai a casa, ma alla fine trovammo l’accordo, ed è stato meglio così per tutti».

Qualche compagno con cui è ancora in contatto? «Con Armenise e Occhipinti mi sento spesso su whatsapp. Poi sento spesso Matteo Cerrai, figlio del mio amico Marco che lavorava al ristorante da Emilio».

Nella sua prima stagione a Pisa c’era anche un altro straniero che oggi è considerato la meteora delle meteore: «Caraballo è arrivato insieme a me, ma il suo carattere non era adatto al calcio italiano. È partito con il piede sbagliato, aveva qualità ma era troppo lento».

Infine un assist all’amico Kieft: «So che non ha passato dei bei momenti, spero di riabbracciarlo presto». L’appuntamento potrebbe essere il 4 novembre in un’evento al teatro verdi per ricordare Anconetani. — A.C.

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