Il Tirreno

Pisa

il bomber più prolifico di sempre 

Enzo Loni, 78 gol nella storia nerazzurra

A.C.

Classe 1920, scomparso nel 2008, è anche il terzo giocatore con più presenze dietro Barontini e Gonfiantini 

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PISA. Nell’Italia appena uscita dalla seconda guerra Mondiale che si spaccava in due per Coppi e Bartali e si univa per applaudire il Grande Torino, anche Pisa aveva un piccolo, ma solo di statura, grande eroe della domenica. L’Arena Garibaldi esplodeva di gioia per le gesta del pisano doc Enzo Loni. Con le sue 78 reti Loni, scomparso nell’agosto del 2008 a 88 anni, è ancora oggi il bomber nerazzurro più prolifico di tutti i tempi e il terzo con più presenze dietro Barontini e Gonfiantini, due dei protagonisti della prima storica promozione in A nel 1968.

La storia di Loni, nato il 3 gennaio del 1920, in nerazzurro inizia da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 30 i nerazzurri militano in B. Scoppia la guerra e anche per Loni arriva la chiamata alle armi. Prima va in Jugoslavia con i carristi, poi nel 1941 torna in Italia, inizialmente in Liguria e poi a Parma dove trova un ingaggio con i ducali che giocano in serie B. Segna 11 gol tra i cadetti e in quel periodo diventa amico di Renato Carapellese.

Finita la guerra Loni torna a Pisa e indossa la maglia nerazzurra ripartendo dalla C. Il professionismo a quei livelli è ancora lontano, quindi c’è bisogno di trovare un lavoro. Loni viene assunto alla Saint Gobain, ma la domenica in area di rigore segna un gol dopo l’altro. Il Pisa nel 1946 viene riammesso in B e nella stagione 1947-48, allenato da Migliorini, lotta punto a punto con il Palermo per la promozione in A. Loni forma assieme a Roberto Lerici una coppia gol formidabile innescata dalle giocate del futuro centrocampista della nazionale Beppe Chiappella. La spunta il Palermo per un punto ma lo storico presidente Giacomo Picchiotti, per intendersi quella della finale scudetto del 1921, accusa i siciliani di aver pagato Scafatese, Nocerina e Torrese per fare la “guerra” sportiva al Pisa.

Il Palermo ne uscirà pulito, il Pisa resta in B e inizia a ridimensionarsi. Bisogna far cassa e Loni è un uomo mercato. Lo cercano il Palermo e addirittura il Milan, dove gioca il suo amico Carapellese. Il Pisa chiede troppi soldi e alla fine Loni decide di restare qui visto che ha un lavoro sicuro e da poco si è sposato con Oriana, che ancora oggi vive a Pisa all’età di 90 anni. Un matrimonio durato 60 anni e dal quale sono nati i figli Riccardo e Alessandro. Il lavoro in settimana e i gol la domenica, tanti di testa nonostante il 1,72. Un Masucci d'altri tempi, ma più freddo sotto porta. Loni resta a Pisa nonostante la retrocessione in C prima e in IV Serie poi. Il suo amore per la maglia viene premiato dalla Lega calcio che gli consegnerà un premio speciale come fedelissimo assieme allo juventino Carlo Parola.

Il 4 dicembre del 1955, di ritorno dalla trasferta di Fabriano, la squadra nerazzurra rimane coinvolta in brutto incidente in autobus. Molti i feriti, i più gravi il difensore Limbergo Taccola e il giornalista Sergio Piccioli. Loni si romperà il setto nasale e un po’ tutti i calciatori porteranno i segni di quell'incidente per tutta la stagione che si conclude con la caduta in Promozione.

Loni segna i suoi ultimi gol in nerazzurro nel 4-2 alla Carrarese, prima di ritirarsi a 36 anni, dopo una partita in promozione contro il Forcoli, e restare per sempre nella leggenda nerazzurra. — A.C.

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