Meteo
Coppa amarissima a Viterbo Il Pisa si fa superare nel finale
I nerazzurri rimontano con Moscardelli e Marconi lo svantaggio iniziale, ma poi subiscono due reti a cavallo del 90’
VITERBO. Svanisce in due minuti il sogno della semifinale per il Pisa. Dopo un’ottima partita, disputata su un campo difficile come quello di Viterbo e con il turnover per far rifiatare molti titolari in vista di Olbia, i ragazzi di D’Angelo hanno subito una vera e propria beffa fra il 90’e il 91’. E pensare che, guardando le occasioni soprattutto del primo tempo, anche il pareggio sarebbe stato un risultato un po’stretto. Figuriamoci la sconfitta.
Eppure il calcio è questo e quando pensi di averla messa in cassaforte, se non sei attento e concentrato fino all’ultimo vieni punito. Del tutto inutile, dunque, il pareggio di cuore messo dentro dal solito Moscardelli e il gol del momentaneo sorpasso siglato dal ritrovato Marconi quando mancavano solo 11 minuti al triplice fischio. Al 90’e al primo dei 5 minuti di recupero, i gialloblù hanno ribaltato tutto, andando a vincere il match in maniera rocambolesca con Atanasov e Pacilli.
tante novità
Turnover doveva essere e turnover è stato, ma il Pisa ha comunque dimostrato di saper stare bene in campo, anche se dopo un quarto d’ora il debuttante D’Egidio ha dovuto dire di no alla conclusione da fuori di Polidori. Un minuto più tardi a sfiorare il gol è stato Moscardelli. Cross di Izzillo per il bomber barbuto che di testa ha indirizzato la palla verso l’anolino basso. Sembrava una rete già fatta ma Valentini con l’unghia è riuscito a deviarla fuori. Poi sulla ribattuta Rinaldi ha fallito il tap-in. A metà tempo, in rapida successione, sono arrivati anche il destro a giro di Brignani che si è spento fuori e il siluro di Marconi che però ha trovato la respinta sicura dell’estremo difensore gialloblù.
Dopo 40 minuti di grande calcio e di grande Pisa, i ragazzi di D’Angelo hanno commesso l’errore di abbassare un po’il ritmo e così è venuta fuori la Viterbese con Polidori che prima ha trovato la respinta di Birindelli e poi ha siglato l’1-0 in contropiede sul lancio lunghissimo di Sini.
la ripresa
Dopo questo fulmine a cielo sereno, a riportare il punteggio in parità a inizio ripresa ci ha pensato Moscardelli con un gol fotocopia del primo.
Il Pisa voleva vincere e D’Angelo ha cambiato il volto alla squadra, portando ossigeno e freschezza in tutti i reparti, fino al gol del sorpasso a cura di Marconi: lancio di Birindelli per il numero 31 che ha tagliato in 2 la difesa scaraventando in porta la palla, mandando in estasi i 150 tifosi pisani arrivati al Rocchi. La gioia però è durata solo 10 minuti perché proprio allo scadere la Viterbese ha pareggiato su calcio d’angolo. Difesa immobile, Atanasov spicca di tesa e D’Egidio salva col piede. Ma il portiere non può nulla sulla ribattuta. Respinta fatale anche un minuto più tardi, quando, sulle ali dell’entusiasmo, Molinaro è entrato in area calciando a rete da posizione defilata. Il giovane portiere nerazzurro ha parato ma dalle retrovie è arrivato Pacilli che con un tap-in vincente ha messo la parola fine sul match.
il mister
«Non avremmo meritato di perdere, – dice D’Angelo a fine gara, – questo credo sia palese. Però nel calcio chi fa più gol ha ragione. A livello di gioco abbiamo fatto meglio noi, ma negli ultimi minuti eravamo molto stanchi e siamo andati in difficoltà. Una volta preso il 2-2 l’inerzia della gara è passata nelle mani della Viterbese che ci ha subito punito in contropiede».
«La partita– continua – l’abbiamo interpreta nella maniera giusta, soprattutto nel primo tempo dove non meritavamo lo svantaggio. Poi siamo stati bravi a ribaltarla con Moscardelli e Marconi, ma alla fine non siamo stati bravi a congelare la partita. Dovevamo palleggiare meglio in quei minuti, ma la condizione fisica non è il massimo. La Viterbese ne aveva più di noi. Tenevamo ad andare in semifinale. Sette giocatori che erano in campo stasera non giocavano da tanto tempo ma hanno disputato una buona partita».
In conclusione, «Ci dispiace per i tifosi venuti a Viterbo, ma ci hanno applaudito perché abbiamo dato tutto. A mio avviso la squadra ha giocato un’ora di grande calcio, perderla così da fastidio. Adesso pensiamo ad andare a vincere a Olbia». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google