Il Tirreno

Pisa

Giovane, spregiudicato e compatto Questo Pontedera ha un’anima di ferro

Tommaso Silvi
Giovane, spregiudicato e compatto Questo Pontedera ha un’anima di ferro

Tra infortuni e squalifiche è emersa l’unità dello spogliatoio, che ha portato alla vittoria contro la Pro Patria

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PONTEDERA. Non tutti i mali vengono per nuocere. E non tutti gli infortuni indeboliscono una squadra. Anzi, a volte aiutano a far sbocciare delle vere e proprie rivelazioni. La cosa non è automatica. Serve la mano di un allenatore capace di leggere negli occhi i suoi giocatori, di capire cosa può chiedere loro ottenendo il massimo risultato. Anche Ivan Maraia è una sorpresa figlia dell’affollamento nell’infermeria del Pontedera. Che nei panni dell’allenatore ci sapesse stare lo si era capito dalla scorsa stagione, ma il suo impatto psicologico sul gruppo, finora, non era emerso in maniera evidente come invece ha fatto nelle ultime settimane. Sei il tecnico di una squadra giovane, con tante scommesse e una manciata di punti di riferimento intoccabili.

Nel giro di un mese perdi tre giocatori tra quelli che utilizzi di più: Ropolo, Magrini, La Vigna. Nel frattempo la squadra perde due partite senza segnare: Pro Vercelli e Carrarese. Nella gara successiva, contro la formazione rivelazione del campionato – la Pro Patria – hai anche due difensori titolari squalificati: Alessio Benedetti e Borri. Una situazione che metterebbe a dura prova i nervi di chiunque. Ma non quelli di Maraia, che come in una mano di poker ha rischiato giocando tutto sulla testa del gruppo. Ha preso la squadra e ha detto ai suoi che di infortuni e squalifiche non gli importa. Che quello che conta è l’atteggiamento e che vuole un gruppo di giocatori affamati fino alla fine del campionato. E ha ottenuto quello che sperava. Corsa, cuore, contrasti.

È un Pontedera guerriero, che con la Pro Patria ha attaccato i difeso con rabbia e organizzazione. Ma non finisce qui. Perché l’emergenza granata ha costretto il mister ha inventarsi un pezzo di formazione. E, soprattutto, ad affidarsi completamente ai giovanissimi della rosa.

Sabato, al Mannucci, accanto a Caponi, in mediana, hanno giocato due classe 1999: Filippo Serena, già nel giro dei titolari da diverse giornate, e Jacopo Giuliani, poco utilizzato in campionato ma autore di una gra perfetta, fatta di personalità, ritmo e geometria. E pensare che in estate era stato acquistato per giocare sulla corsia di sinistra, prima del colpo mercato last-minute che ha portato a Pontedera Daniele Mannini.

Per non parlare degli 86 minuti di fuoco disputati da Risaliti, che l’ultima partita vera l’aveva giocata a Natale col Matera. Tutti corrono per il compagno, nessuno ha paura di sbagliare. C’è l’anima di un gruppo unito nei 36 punti conquistati dai granata.

E ora anche la classifica fa meno paura, con cinque punti di vantaggio sul Gozzano e sei sull’Alessandria, le antagoniste numero uno dei granata per il decimo posto, l’ultimo che dà diritto a disputare i playoff.

Sabato la sfida proibitiva, almeno sulla carta, in casa della capolista Entella, schiacciasassi del campionato con una rosa allestita per la serie B, poi sfumata in seguito al tristemente noto caos ripescaggi andato in scena in estate. Ma questo al Pontedera non interessa. —

Tommaso Silvi

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