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De Vitis, jolly nel mazzo nerazzurro e un’altra pietra in ottica futura

Andrea Chiavacci

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PISA. Da giocatore da rilanciare a leader del nuovo Pisa. Con tanto di rinnovo contrattuale fino al 2022.

Alessandro De Vitis è uno dei giocatori fondamentali nello scacchiere di Luca D’Angelo, che ormai lo impiega, salvo emergenze, con grande continuità come difensore centrale. Arrivato in sordina all’ombra della Torre negli ultimi giorni di mercato estivo del 2017, De Vitis ha fatto ricredere chi lo riteneva un giocatore “fragile” a causa dei numerosi infortuni subiti in carriera.

Un giocatore che in molti, ai tempi della Fiorentina Primavera, vedevano come un predestinato, parola fin troppo abusata quando si parla di giovani calciatori, e con un padre che non è certo passato inosservato nel mondo del calcio. Alessandro è infatti figlio di Antonio “totò” De Vitis, uno che in carriera ha segnato qualcosa come 136 gol tra A e B. Alessandro non è certo un attaccante anche se gli piace inserirsi in area, ma Pisa probabilmente era nel suo destino.

Babbo Antonio la vigilia di Pasqua del 1992, quando Alessandro aveva appena due mesi, segnò una tripletta ai nerazzurri con la maglia del Piacenza che estromise il Pisa di Castagner dalla corsa alla serie A. Dopo tanti anni passati in giro per l’Italia ( Parma, Modena, Padova, Carpi, Sampdoria, Spal e Latina) Pisa sta diventando la casa di Alessandro. Una prima stagione passata tra i soliti acciacchi ( 27 presenze e 3 reti) e ben tre allenatori diversi. Non parte titolare, poi si conquista i gradi alla quarta giornata con una bella partita con la Viterbese che salva momentaneamente la panchina di Gautieri.

La settimana seguente realizza il suo primo gol nerazzurro nel vittorioso 1-0 a Cuneo. Alla fine arriva la grande delusione con l’eliminazione ai playoff con la Viterbese. Alessandro viene confermato e il nuovo allenatore D’Angelo crede molto in lui fin dal ritiro di Storo, ma proprio per la sua duttilità pensa a trovargli un nuovo ruolo. In un Pisa in grande difficoltà difensiva De Vitis diventa centrale nelle prime tre gare di Coppa Italia e non se la cava male. In pratica un regista arretrato per far partire il gioco dal basso, come è nelle corde del tecnico nerazzurro. Il Pisa fa fuori Triestina, Cremonese e Parma con Alessandro vero uomo squadra, ma che si fa male proprio nella sera del trionfo al Tardini. È la solita fascite plantare. Quando torna in campo va di nuovo a fare la mezzala e nel girone d’andata segna tre gol, due su rigore, poi visti i risultati poco confortanti della difesa D’Angelo ripensa a lui come difensore centrale già nel mese di dicembre e poi con continuità da gennaio. Nel 2019, tranne il secondo tempo con la Pistoiese, dopo l’uscita di Marin è ormai il punto di riferimento della nuova difesa a quattro. «De Vitis è uno dei migliori difensori del campionato – dirà D’Angelo dopo il pareggio di Alessandria, quando De Vitis esce al 3' dopo una noia muscolare - sa fare di tutto, per noi è un giocatore fondamentale». E ora è arrivata la firma fino al 2022. Un’altra pietra del Pisa del futuro. —

Andrea Chiavacci

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