Moscardelli: «Giocherò fino a quando mi sentirò competitivo e mi divertirò»
Il capitano del Pisa tempestato di domande da tutta Italia nella trasmissione sul canale ufficiale della Lega Pro
PISA. «Abbiamo perso troppi punti, anche per sfortuna, ma ora arrivano le sfide che contano e possiamo dire la nostra».
Parole e musica di Davide Moscardelli, un giocatore che può essere decisivo in questa parte finale della stagione, a cominciare dal big match di domenica prossima a Vercelli. Il “Mosca” si è raccontato ieri, via webcam dall’Arena in una lunga intervista durante il programma “L’angolo del bomber” sulla pagina Facebook di Sports Eleven. Una mezzora in cui il numero 9 nerazzurro ha risposto alle domande più curiose dei tifosi, non solo del Pisa.
Il gol più importante e quello più bello della carriera?
«Entrambi li ho segnati con la maglia del Chievo. Quello all’esordio in A con il Catania quando avevo già compiuto 30 anni e poi la girata al Napoli».
Se il Pisa va in B si taglierà la barba?
«Non faccio più scommesse dai tempi del passaggio al Bologna. Non voglio arrivare ai livelli di James Harden degli Houston Rockets».
Come si presenta il Pisa a questo ciclo di ferro?
«Le prossime tre partite (due con la Pro Vercelli e una con la Virtus Entella) sono determinanti per capire dove possiamo arrivare. Era fondamentale battere Pistoiese e Gozzano dopo tante partite in cui le cose non sono girate per il verso giusto».
I suoi 5 gol sono arrivati nei secondi tempi, è un caso?
«È un buon segno far gol nella parte finale della gara. Non credo che mi risparmio nel primo tempo, anzi provo sempre a partire forte».
In serie C esistono attacchi più forti del vostro?
«Siamo ben attrezzati, con l’arrivo di Pesenti ci siamo rinforzati molto e la concorrenza è alta».
Con Marconi avete fatto una scommessa su chi segna più gol in rovesciata?
«No, anche perché con il passare degli anni rischio di perderle certe scommesse. La rovesciata è un colpo che mi ha sempre affascinato fin da quando a sei anni giocavo nell’asfalto sotto casa».
La sorpresa del campionato?
«L’Arezzo».
Moscardelli fa gli auguri di compleanno a Robert Gucher (28 candeline) e poi parla di tutto: dal grande seguito che ha sui social, di quando ha giocato in porta con la maglia del Bologna, di Rocky Balboa, dei modellini di auto che collezionava da bambino e soprattutto della “sua” Roma e di Francesco Totti. Il suo sportivo preferito è Alex Zanardi: «È un esempio incredibile per il coraggio che ha avuto dopo l’incidente in auto, rimettendosi in gioco e ottenendo successi incredibili alle Paralimpiadi».
Qualche rimpianto?
«Ai tempi del Rimini mi voleva il Rubin Kazan, avrei guadagnato tanti soldi ma in quel momento volevo ancora raggiungere la serie A».
Lei è nato in Belgio, è vero che stava per esser convocato in quella nazionale?
«Solo voci, quando giocavo nella Triestina. Non erano certo forti come oggi altrimenti non mi cercavano (sorride)».
Il futuro di Moscardelli?
«Fin quando sono competitivo e mi diverto voglio continuare a giocare». —
Andrea Chiavacci
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