Il Pisa regala un tempo intero, l’arbitro fa il resto: pareggio-beffa ad Alessandria
Settima gara consecutiva senza vittorie per il team di D’Angelo, che viene raggiunto al 93’ e si vede negare il rigore decisivo
ALESSANDRIA. È il 94’ e l’Alessandria ha appena pareggiato su rigore; il Pisa prova a ributtarsi in avanti, un difensore avversario sbaglia il rinvio regalando la palla a Moscardelli, che entrando in area da sinistra non riesce a tirare ma si allunga la palla e taglia verso destra. Cerca di affrontarlo alla disperata il giovanissimo Badan , sbaglia totalmente l’intervento e prende netta la caviglia dell’attaccante. Rigore? No. Il modesto arbitro Di Cairano chiude tutti e due gli occhi sul fallo, come siamo abituati da sempre a vedere: per avere un rigore fuori casa al 94’ devi essere davvero potente, sennò non se ne parla neanche. E il Pisa non solo non è potente, ma quest’anno è evidentemente inviso agli arbitri.
I nerazzurri escono così arrabbiatissimi dal Moccagatta, e Di Cairano ne ha combinate anche un altro paio: due minuti prima sul rigore dell’1-1 aveva ammonito, anziché Masi autore del fallo, Lisi che era in diffida; e dopo il clamoroso penalty negato al Pisa ha espulso per proteste Di Quinzio quando un giallo sarebbe stato sufficiente.
Però il Pisa, prima di arrabbiarsi con l’arbitro, dovrebbe fare un esame di coscienza, e bocciarsi. Perché dopo un buon primo tempo, in cui era passato meritatamente in vantaggio pur sbagliando modulo, nella ripresa non ha fatto altro che chiudersi in difesa senza provare né a controbattere alle iniziative dei Grigi, né ad addormentare il gioco. E se ti rintani per 45 minuti nel tuo fortino, devi mettere in conto la possibilità che prima o poi un attaccante avversario indovini la giocata, o un tuo difensore faccia un errore decisivo, o ancora il direttore di gara si inventi qualcosa di fantasioso.
Il vantaggio è arrivato al 28’ quando Masucci, irrompendo su un cross basso di Lisi, è stato messo giù da Checchin: rigore netto, trasformazione perfetta di Pesenti. E al 41’ il Pisa poteva chiuderla: gran palla conquistata in attacco da Birindelli, palla all’indietro in area, ma Masucci quasi a tu per tu col portiere veniva anticipato dal compagno Izzillo che sparava alto.
Nella ripresa, iniziata con l’infortunio a De Vitis (centrale arretrato nella difesa a tre, mentre avrebbe dovuto fare il regista invece di impiegare in quel ruolo Verna), l’Alessandria approfittava di un Pisa improvvisamente e ingiustificatamente pavido, faceva collezione di corner ma solo al 48’ pareggiava: trattenuta plateale quanto inutile di Masi su De Luca, che dal dischetto faceva 1-1.
Poi il disperato assalto per tornare in vantaggio, frustrato dalla pochezza arbitrale.
Spettacolo se ne è visto poco ma il Moccagatta era abbastanza simile a un pantano prosciugato: i teloni antineve hanno evitato l’effetto ghiacciaio anche se i trattori usati venerdì per spalare la coltre bianca hanno appesantito moltissimo il terreno, che si presentava a chiazze verdi, marrone e anche bianche in alcuni tratti. —
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