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«Domani si può vincere: basta metterci la giusta determinazione»
Federico Viviani, nerazzurro in B ai tempi di Ventura, è un doppio ex: nell’Alessandria era compagno di Taddei e Marconi con D’Angelo mister
PISA. Il marinese doc Federico Viviani (nerazzurro in B ai tempi di Gianpiero Ventura) ha disputato tre stagioni ad Alessandria, fra il 2011 e il 2014, l’ultima delle quali sotto la guida di Luca D’Angelo e da compagno di squadra di Riccardo Taddei e Michele Marconi.
Viviani, lei gioca ancora a calcio?
«Ho smesso da tre anni. Vivo ad Arezzo. Ho iniziato ad allenare nel campionato Allievi e Juniores. Mi piace di dare una mano ai ragazzi prima che arrivino in prima squadra».
Che ricordo conserva di Alessandria?
«Una piazza molto esigente. Sotto questo aspetto somiglia a Pisa. Il pubblico va allo stadio, anche se è più freddo rispetto a quello nerazzurro. Anche ad Alessandria si sente il profumo del grande calcio e si percepisce di essere in una piazza importante, che ti gratifica facendoti sentire un calciatore vero».
E di D’Angelo cosa ricorda?
«È una persona sincera, che ti dice le cose in faccia. Non è uno che, pur di piacere a tutti, parla in modo diverso davanti e alle spalle. È tatticamente preparato e pratica un calcio ordinato».
Ad Alessandria, a differenza dell’arrivo a Pisa, il mister nerazzurro subentrò a stagione in corso: quale fu il suo impatto sullo spogliatoio?
«Seppe trasmette tranquillità, ma diede l’idea di avere polso. Un allenatore non può usare sempre il bastone, ma neppure solo la carota. Alla fine comanda lui, perché, se non ottiene risultati, è lui a rischiare calcisticamente la pelle».
Ad Alessandria a guidare il Pisa sarà il secondo Riccardo Taddei, che lei ha conosciuto come compagno di squadra...
«Ci conoscevamo già, essendo entrambi pisani. Spesso uscivamo insieme anche quando tornavamo in città dopo aver giocato in squadre diverse. Taddei già ai tempi di Alessandria era molto legato a D’Angelo, che lo aveva allenato anche a Rimini. Si vedeva che Riccardo voleva fare la carriera di allenatore».
Purtroppo non ci sarà Marconi, che prima di infortunarsi aveva trovato continuità di realizzazione...
«In ogni squadra ci dovrebbe essere un giocatore come Michele, forte fisicamente, devastante di testa, pronto a lottare contro tutti gli avversari. Anche a Pisa stava dimostrando di avere i numeri. Spero che recuperi presto, per il suo bene e per quello della squadra».
Dell’Alessandria che idea si è fatto?
«Conosco bene il presidente Di Masi e so che pretende il massimo impegno, ed anche di più, dai giocatori. Il Pisa dovrà stare attento, ma, se i nerazzurri giocheranno con la stessa concentrazione e la medesima determinazione dell’Alessandria, allora prevarranno, perché faranno valere la loro superiore qualità» . —
Massimo Berutto
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