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Riccardo Taddei torna da avversario nello stadio dove è stato un idolo
In maglia grigia sfoggiò il suo talento in attacco contribuendo a far segnare molti gol (e pesanti) a Marconi, altro ex ora infortunato
PISA. Riccardo Taddei, in assenza del suo “gemello” in panchina e del suo antico partner del gol, sarà il personaggio più atteso nella trasferta di Alessandria, assumendosi per una gara la responsabilità della squadra.
Niente da fare per lo squalificato Luca D’Angelo (tecnico dei grigi dal 2013 al 2015) e per l’infortunato Michele Marconi, bomber piemontese dal 2013 allo scorso agosto (salvo un semestre al Lecce, da gennaio a giugno 2017).
Ad Alessandria non conoscono il giovane tecnico Taddei, che anche a Pisa ha già avuto qualche chance per guidare la squadra in prima persona, ma solo l’immenso talento di un trequartista, che non si è mai arreso ai colpi della sfortuna, chiudendo alla bellezza di 36 anni (nella successiva esperienza al Catanzaro) una carriera che sembrava già pregiudicata nelle sue prime brillanti battute. Classe ed esperienza a servizio di Marconi, che nelle prime due stagioni collezionò 9 e 10 reti, molte propiziate dal compagno. Il mister era D’Angelo, che già aveva guidato Taddei l’anno precedente a Rimini.
Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, non fu il tecnico a voler con sé il fantasista (futuro collega e collaboratore), che invece precedette di qualche mese il coach pescarese nella squadra in cui crebbe Gianni Rivera.
D’Angelo infatti subentrò a stagione in corso, conquistando l’accesso dalla Seconda Divisione alla Lega Pro unica (2013-14). Nel campionato seguente l’illusione del primato d’inverno e poi la cocente delusione addirittura di una mancata qualificazione ai playoff, quando ancora gli spareggi per la B erano ristretti a 2, o al massimo 3 squadre per girone. Taddei intanto era divenuto il capitano dell’Alessandria e forse già l’allenatore in campo, purtroppo costretto a 2 mesi di forzata assenza da febbraio ad aprile, nella fase decisiva del torneo. A giugno 2015 si separarono le strade del calciatore e dell’allenatore, destinate a riunirsi nel 2016 stavolta da colleghi nello staff tecnico del Bassano. —
Massimo Berutto
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