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Caso sponsor, il Tribunale dà ragione al Pisa
Il giudice ha stabilito che la società Mlc Srl (Sorgente Tesorino) dovrà pagare oltre 80mila euro al club nerazzurro
PISA. Nella battaglia legale tra il Pisa e Sorgente Tesorino, ex sponsor della società, il Tribunale dà ragione alla società nerazzurra. Il giudice ha convertito in denaro il controvalore delle bottiglie di acqua ancora da consegnare condannando così Mlc srl (la società che gestisce il marchio Sorgente Tesorino) a pagare 81.984 euro. A questa somma devono aggiungersi gli interessi e le spese della procedura di ingiunzione.
Ora il Pisa attenderà i dieci giorni dilatori da atto di precetto, previsti da legge, per un eventuale pagamento spontaneo della parte debitrice, in caso contrario la società potrà procedere all’esecuzione forzata.
La controversia si trascina da tempo. Pisa e Sorgente Tesorino avevano firmato un accordo di sponsorizzazione per la stagione 2018-2019 a partire dalla quinta giornata di campionato (Piacenza-Pisa) dopo che l’azienda di Montopoli Valdarno era stata game sponsor nelle partite di Coppa Italia e nella gara di esordio contro il Cuneo. Il presidente del Pisa Giuseppe Corrado in una conferenza stampa del 19 dicembre scorso (per la presentazione di un nuovo sponsor) aveva svelato perché la scritta Sorgente Tesorino non era comparsa sulla maglia del Pisa nel derby di Pontedera. «La questione è semplice - disse Corrado in quell’occasione -. Non hanno pagato le rate di ottobre e novembre ed abbiamo dovuto interrompere la fornitura. Avevamo dato tempo fino a questa settimana, ma le cose non sono cambiate. Questo ci dispiace perché crea delle problematiche, con ipotesi di ricavo che vengono vanificate. C’è una parte variabile dello sviluppo di fatturato, ma in media per i main sponsor si parla solitamente di 100mila euro».
Due giorni dopo il club nerazzurro ha comunicato di aver depositato presso il Tribunale di Pisa l’ingiunzione di pagamento nei confronti di Mlc srl, denominazione commerciale della Sorgente Tesorino. La replica di Mlc era stata immediata, con un comunicato stampa in cui annunciava di aver dato il mandato ad Anna Mallozzi, avvocato di diritto aziendale internazionale, di difendere l’azienda «per richiedere tutti i danni causati dall’illegittimo comportamento del Pisa Calcio».
Secondo la Mlc, il Pisa «ha arbitrariamente coperto il marchio Tesorino dalle maglie dei calciatori nonostante l’accordo di sponsorizzazione prevedesse il pagamento dal 15 febbraio 2019 ed avanzando assurde e illegittime pretese anche mediante emissione di fatture senza sottostante ragione economica». Il legale incaricato da Tesorino aveva aggiunto anche che «il pagamento non poteva essere preteso perché ancora da scadere». E ancora: «La società Pisa Calcio ha inadempiuto ad una sua precisa prestazione, cioè quella di far giocare i calciatori con il logo Tesorino. Per questo motivo abbiamo comunicato alla società calcistica la risoluzione da ogni accordo in corso con richiesta dei danni aggravati dalla diffamazione a mezzo stampa, danni che sono quantificati in 250.000 euro».
Con questa sentenza invece il Tribunale ha accolto le richieste del Pisa, ma molto probabilmente la vicenda non si chiuderà in tempi brevi. —
Andrea Chiavacci
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