Il presidio
Pro Patria, un pessimo inizio ma ora è tornato il sereno
La squadra di Busto Arsizio non perde da 6 partite e non prende gol da 2 Neopromossa dalla D, ha espugnato Chiavari e ora è in piena zona playoff
PISA. Dopo un inizio difficile la Pro Patria è in serie positiva da sei partite, cinque pareggi e una bella vittoria in casa dell’Entella, ed è risalita fino al decimo posto in classifica. Finora ha subìto 20, ma solamente 3 nelle ultime 5 giornate e zero nelle ultime due.
L’obiettivo della squadra di Busto Arsizio resta la salvezza dopo la bella promozione dalla D ottenuta nella passata stagione dove è riuscita a vincere anche lo scudetto dei dilettanti.
Javorcic e i suoi
Artefice principale di questi successi è l’allenatore croato Ivan Javorcic, che da giocatore ha militato per diversi anni in Italia dove ha iniziato anche la carriera di allenatore a Brescia. Javorcic ha creato una squadra che fa perno sulla classe e l’esperienza di Mario Alberto Santana, centrocampista che ha indossato, tra le altre, le maglie di San Lorenzo, Palermo, Fiorentina, Napoli, Genoa e per 7 volte quella della nazionale argentina.
La squadra gioca con il 3-5-2, con una buona coppia d’attacco formata da Gucci, capocannoniere della squadra con 5 reti, e Mastroianni (4 reti) e ha un conto aperto all’Arena dopo l’espulsione lampo della scorsa stagione nel 3-2 rocambolesco dei nerazzurri contro la “sua” Pro Piacenza. Nello 0-0 contro l’Alessandria di domenica scorsa Javorcic ha schierato il solo Gucci in attacco con Santana, poi nel finale sono entrati proprio Mastroianni e l’esperto Le Noci.
A centrocampo esperienza e quantità la porta Giovanni Fietta, ex Como e Renate, mentre in cabina di regia l’ex Primavera del Milan Pedone si gioca una maglia da titolare con il giovane Ghioldi, che però più un trequartista. Anche sulle fasce spazio alla linea verde con Mora e Galli. In difesa Boffelli, Zaro e Battistini sono in crescita mentre tra i pali desta curiosità Tornaghi, arrivato come svincolato dopo aver giocato sei anni negli Usa con Chicago Fire e Vancouver.
Maglia storica
La Pro Patria nel 2019 compie 100 anni ed è una di quelle piccole realtà che ha tenuto alto l’onore della provincia italiana soprattutto dagli anni 20 agli anni 60 con 14 campionati di A e 19 di B, dove però manca dal 1966. Una maglia che stava per indossare anche il centrocampista ungherese Laszlo Kubala, uno dei più forti calciatori di sempre, che nel 1949 arrivò da esule in Italia e trovò un accordo con la Pro Patria ma non venne tesserato per motivi burocratici.
La divisa storica della Pro Patria a strisce orizzontali bianche e azzurre è un marchio di fabbrica, ma che negli ultimi giorni è diventata un caso. La Panini per le figurine 18-19 ha scelto un’immagine della Pro Patria con indosso una maglia nera, la seconda divisa del club, suscitando l’ira dei tifosi e anche della società guidata da Patrizia Testa che ha chiesto lumi all’editore sulla scelta di puntare su quella foto e non su quelle disponibili con la divisa classica. La Panini si è scusata, ma ormai sono tanti club che introducono nuove divise in barba alla storia del calcio e alla passione dei tifosi. –
Andrea Chiavacci
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
