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Antonio Baldoni, nerazzurro “strappato” al club granata
Abitava a Pontedera fin da bambino, giocava nella squadra della Piaggio ma al momento di decidere cosa fare “da grande” scelse il Pisa Sporting Club
PISA. Antonio Baldoni è il pontederese che non ti aspetti, se non lo conosci bene di persona. L’anagrafe dichiara che il capitano nerazzurro degli anni’70 (da decenni pisano d’adozione) è nato a Monticiano nel senese, ma non rivela che l’apprezzato opinionista radiofonico e televisivo si trasferì sulle rive dell’Era durante l’infanzia e che fu ad un passo dal vestire la maglia granata, preferendo invece iniziare la lunga carriera nello Sporting Club.
Baldoni, cosa c’entra lei con Pontedera?
«Lì mi trasferii con la famiglia nel 1958. Avevo 8 anni. Mio padre lavorava nelle Ferrovie. Diedi i primi calci ad un pallone nella squadra della Piaggio, allenato da Francesco Cavallini. Arrivai ad esordire in prima squadra a 16 anni lanciato dall’ex livornese Capaccioli, in una categoria equivalente all’attuale campionato di Eccellenza, finché non mi notarono Nicolini e Corradi, che mi vollero nel Pisa. Era il 1966».
E il Pontedera?
«Anche il Pontedera era venuto a vedermi e aveva parlato con i miei genitori. La dirigenza granata non fu affatto felice della mia decisione. Io scelsi il Pisa perché era in serie B e perché in nerazzurro c’era il mio amico Spinello Ducci, portiere due anni più anziano di me. Conobbi il presidente Donati e firmai il mio primo contratto di 30mila lire al mese. Non erano pochi perché erano previsti anche i rimborsi spesa, che mi permisero di continuare a vivere a Pontedera. Posso dire di non essermi mai pentito. Beppe Corradi, che mi ha allenato anche in prima squadra, era all’avanguardia per metodi di allenamento. Buttavamo giù a pallonate i muri dell’Arena, pur di migliorare con entrambi i piedi».
Si aspetta un derby molto equilibrato?
«Il Pontedera è in un grande periodo. Non mi aspettavo di trovarlo così in alto in classifica. Una bella spinta sotto il profilo del morale per dimostrare di essere migliore del Pisa. Ma penso che i nerazzurri abbiano carte migliori da giocarsi. Si sa però che da un derby ci si può aspettare di tutto».
Come si può valutare la doppia vittoria ravvicinata del Pisa?
«Come la Juventus Under 23 ad Alessandria, anche l’Arzachena all’Arena ha fatto di tutto per agevolare il Pisa, che non ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per vincere. La formazione sarda ha regalato gol incredibili, il primo su una palla lasciata passare in area ed il secondo perdendo la sfera tre contro uno e concedendo una prateria a Di Quinzio. Secondo me sarà il derby di Pontedera a misurare il valore del Pisa, in situazioni particolari dal punto di vista agonistico e tattico». —
Massimo Berutto
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