Il presidio
Tommasini, chiave di volta per l’attacco granata
PONTEDERA. Se Pontedera-Pisa seguirà la tradizione, sarà una partita tirata, intensa, fisica. Una di quelle gare che non finiscono nella top ten delle partite più belle della storia. Ma ad emozionare il tifoso, spesso, non è tanto la rete. Quanto la grinta e la garra che i propri beniamini mettono in campo. “Sudare la maglia”: questo sarà il motto con cui le due squadre si affronteranno al “Mannucci”.
Chi mastica un po’ di calcio sa che partite tese come quelle di domenica, solitamente, vengono decise dagli episodi o dai personaggi. Un calcio d’angolo o una punizione, ma anche un giocatore in forma o in stato di grazia che può spaccare il match e cambiare l’inerzia della partita. Sulla sponda granata, quel giocatore è senza dubbio Christian Tommasini. L’attaccante classe 1998, da quando ha messo a segno la sua prima rete con la maglia granata, è entrato in modalità “Pippo Inzaghi”. Ovvero, la tipica condizione di chi, da un momento all’altro, riesce a trasformare (quasi) tutti i palloni che tocca in oro per la propria squadra.
Tommasini nelle ultime sei partite ha messo a segno quattro reti. Metà delle quali determinanti: una con la Juventus Under 23, l’altra mercoledì con la Pistoiese. Con il Pisa la sua titolarità è quasi scontata. Non solo perché reduce dal gol dei tre punti a Pistoia e perché, al momento, è il capocannoniere dei suoi. Ma per quello che può rappresentare durante il match, ovvero la chiave di volta della partita. Là davanti può tener banco da solo contro la difesa avversaria e aprire spazi per i centrocampisti. Una chiave di volta. —
P. M.
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