Il Tirreno

Pisa

dopo la sconfitta 

Pisa, da nove mesi le rimonte sono impossibili

Massimo Berutto

La squadra nerazzurra anche nella trasferta di Siena non è riuscita a recuperare una situazione di svantaggio

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PISA

È dal lontano 11 febbraio scorso che il Pisa non rimonta una partita in campionato. Ed è stata l’unica volta nell’anno solare 2018, valsa il tutt’altro che brillante 2-2 con il Prato a Pontedera. Da allora in C1 e nei playoff il team del presidente Giuseppe Corrado, nelle dieci occasioni in cui è andato sotto, ha sempre inesorabilmente perso. Un’incapacità di reagire alle difficoltà che l’undici nerazzurro si trascina da una stagione all’altra, con l’eccezione delle gare di Coppa Italia, pur avendo cambiato più volte allenatore ed avendo rivoluzionato la rosa in attacco e in retroguardia.

In tre incontri la squadra di Luca D’Angelo è passata in svantaggio nel torneo in corso finendo sempre per perdere, senza neppure attenuare la sconfitta con un gol della bandiera, incassando 6 colpi sui 7 complessivamente al passivo. All’opposto in quattro partite i nerazzurri sono andati avanti nel punteggio e in tutti i casi hanno vinto, subendo una sola rete (irrilevante, ad opera del Pro Piacenza) e realizzandone ben 8 (l’intero bottino nerazzurro).

I due pareggi sono stati entrambi in bianco, a dimostrazione di una squadra che non sa recuperare, ma che non si fa riprendere, spartendo la posta solo sullo 0-0. Era così anche lo scorso anno: solo due volte nell’intero 2017-18, precisamente nelle gare interne con l’Alessandria e (nei playoff) con la Viterbese, il Pisa non ha vinto una partita nella quale aveva messo per primo la freccia.

In estate invece, paradossalmente, lo Sporting Club aveva dimostrato di saper rimediare alle situazioni avverse ed anche di essere vulnerabile alle controffensive.

La Triestina aveva rotto il ghiaccio all’Arena Garibaldi, ma Moscardelli era riuscito a ribaltare il punteggio, prima del 2-2 giuliano e della vittoria nerazzurra ai rigori. A Cremona invece Pisa avanti sullo 0-1, capovolto dai grigiorossi sul 2-1, rivoltato nuovamente dagli uomini di Corrado in un momentaneo 2-3, fino al 3-3 conclusivo e al secondo successo rossocrociato ai rigori.

Le tante novità del mercato estivo hanno lasciato quasi identico il reparto mediano, anche se organizzato in modo diverso rispetto allo scorso anno, dall’estate in poi sistematicamente in un 3-5-2. Il romeno Marin è l’unica novità nella zona nevralgica del campo, dove sono stati confermati Gucher, De Vitis, Di Quinzio e Izzillo, oltre alla presenza sulle fasce laterali di Lisi, Birindelli e del cavallo di ritorno Zammarini.

Purtroppo sono uguali anche i difetti: un centrocampo lento e con poche idee, che non riesce a far decollare la manovra, centralmente e sulle corsie esterne, soprattutto contro squadre arroccate in difesa di uno o più gol di vantaggio. Questa è almeno una delle considerazioni che si possono fare davanti a statistiche che sembrano indicare una debolezza caratteriale della squadra nerazzurra. —



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