Il presidio
Contro il tridente (anche mascherato) tutta la squadra in auto della difesa
Cinque gol subìti sinora, su sei complessivi, sono arrivati contro due big brave a sfruttare le occasioni in cui davanti a Gori c’era meno protezione
PISA
Il Pisa a Chiavari ha fallito un altro esame di maturità, ma una nuova sessione è già alle porte, allo stadio Artemio Franchi di Siena. Come in occasione del 3-0 di Piacenza i nerazzurri affondano contro una teorica concorrente per la promozione. Cinque gol su sei al passivo si concentrano nei due scontri diretti, uno solo nelle restanti 6 gare.
In comune fra le due partite la difficoltà nel contrastare un tridente avversario, vero o mascherato, come quello dell’Entella, che teoricamente presentava due punte e un rifinitore, Currarino, che però più volte ha infilzato in velocità la difesa nerazzurra sull’esterno.
Anche altre squadre avevano opposto al Pisa una fase offensiva a 3 uomini, ma evidentemente a Piacenza e a Chiavari ha inciso anche il valore degli avversari, che nel caso dei liguri sono stati scelti per affrontare un campionato di B. Ancora una volta la pausa non porta bene al Pisa, che si inceppa in attacco (dopo 8 reti in 3 gare), come accaduto in Pisa – Arezzo dopo il rinvio del match di Siena.
CONTRO TRE ATTACCANTI
Come il Piacenza, anche l’Entella ha messo la freccia grazie ad una verticalizzazione, che ha trovato sguarnito il pacchetto arretrato di mister D’Angelo (in Emilia un lancio fruttò il rigore ai biancorossi). Retroguardia mal disposta anche nell’azione del penalty del 2-0.
Un tridente è la disposizione più ostica da controllare per una difesa a 3. Basta l’avanzata di uno dei tre stopper (Brignani a Chiavari, Masi a Piacenza) per mandare in crisi il reparto. Il tre contro tre è difficile da sostenere soprattutto se ai lati del terzetto difensivo uno stopper puro come Meroni deve vedersela sovente con un rapido esterno rivale. In questi casi la soluzione automatica sarebbe ridurre la spinta di Birindelli, in una sorta di difesa a quattro.
SCALATURE DA AFFINARE
Ovviamente in ogni modulo esistono le contromisure per affrontare qualunque avversario, a patto che i centrocampisti e persino gli attaccanti riescano a scalare adeguatamente. Emblematico il gol di Mota Carvalho, nato da un’azione di Currarino sulla destra del Pisa, dove nessun nerazzurro ha coperto le spalle a Birindelli, impegnato in un pressing alto, e neppure a Brignani, salito fino a centrocampo per contrastare Diaw. Anche Marin era in pressione. Meccanismi da rivedere pure a sinistra, dove Liotti e Lisi hanno concesso molto agli avversari. Da quella parte la difesa del Pisa aveva scricchiolato già a Vercelli contro il Gozzano, presa di infilata in occasione del penalty assegnato ai locali, anche se poi Gori ci aveva messo una pezza, neutralizzando l’esecuzione di Rolando. — MASSIMO BERUTTO
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google