Il presidio
Il 3-5-2 di Luca D’Angelo sta rivitalizzando giocatori che sembravano perduti
PISAI sorprendenti successi in Coppa Italia hanno decretato ufficialmente la riscossa del centrocampo nerazzurro, anche se le ragioni del mercato e dei bilanci potrebbero rimescolare le carte nel...
PISA
I sorprendenti successi in Coppa Italia hanno decretato ufficialmente la riscossa del centrocampo nerazzurro, anche se le ragioni del mercato e dei bilanci potrebbero rimescolare le carte nel reparto mediano. Il 3-5-2 ha agevolato una metamorfosi che fa ben sperare.
DA 3 A 5 MEDIANI
Izzillo, Gucher e Di Quinzio, celebrati acquisti di un anno fa spesso accusati di essere troppo compassati e poco incisivi nel 4-3-3 di Carmine Gautieri, si sono espressi a livelli degni della loro fama contro avversarie di categorie superiori nel 3-5-2 di Luca D’Angelo. Fondamentale l’aggiunta di due esterni come Lisi e Zammarini, pronti a dettare il passaggio sulle fasce e a dar man forte in fase difensiva. In particolare Davide Di Quinzio ha ritrovato il sistema di gioco nel quale si era affermato prima alla Spal e poi a Como.
DA TERZINO AD ESTERNO
Roberto Zammarini è stato sicuramente il grande protagonista della Coppa Italia, con un gol e un provvidenziale salvataggio sia a Cremona che a Parma. L’acuto di una mezzala naturale, che ha dato il meglio di sé anche sull’esterno nel 3-5-2 di D’Angelo, assai più di quanto poteva fare da terzino ai tempi di Gautieri.
L’ESPERIMENTO DE VITIS
Il figlio d’arte, nato mezzapunta e poi trasformato in mezzala, non solo si è disimpegnato come centrale difensivo (collocazione non inedita per un centrocampista), ma se l’è cavata persino da terzo di sinistra, che di fatto è una via di mezzo fra i compiti di esterno basso e di stopper puro. La prova di maturità di un giocatore spesso accantonato nella seconda metà della scorsa stagione.
SOLO QUESTIONE DI MODULO?
Molti si chiedono: con il 3-5-2 la musica sarebbe stata diversa anche nell’ultimo campionato? Un modulo a cui Mario Petrone rinunciò in partenza per penuria di stopper e che invece Luca D’Angelo ha portato avanti in barba alla totale assenza di centrali senior di ruolo.
In realtà anche nella scorsa stagione il Pisa tentò di proporre una disposizione simile nella prima fase della gestione-Pazienza, racimolando solo pareggi a Piacenza (0-0) ed in casa con Pistoiese e Giana Erminio, salvo le barricate finali a difesa di qualche successo. La questione tattica non spiega quindi da sola l’exploit in Coppa, promosso da un radicale cambio di mentalità e da una ritrovata varietà nelle soluzioni di gioco. –
MASSIMO BERUTTO
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