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l’intervista 

«Grandi piazze, l’esperienza serve»

«Grandi piazze, l’esperienza serve»

Stellini, ex tecnico dell’Alessandria, parla dei Grigi e del Pisa

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PISA. Dopo esser stato nello staff di Antonio Conte ai tempi della Juventus e, successivamente, alla guida della Primavera del Genoa, nella passata stagione Christian Stellini ha avuto la sua grande occasione sulla panchina dell’ambiziosa Alessandria dove però non è riuscito a far bene, e arrivando all’esonero il 20 novembre dopo la sconfitta con la Viterbese (in precedenza aveva perso anche col Pisa) e 12 punti in 14 partite.

Probabilmente, come per Michele Pazienza sulla panchina del Pisa, ha pagato molto l’inesperienza: «Il poter fare bene o male per un allenatore esordiente in serie C dipende molto dall’ambiente in cui uno si trova e dalla rosa a disposizione», dice il diretto interessato.

«Allenare in due piazze ambiziose come Alessandria e Pisa non è sicuramente facile per chi si affaccia per la prima volta ad un’esperienza del genere. Personalmente la mia maggiore difficoltà è stata quella della non profonda conoscenza della categoria, aspetto che ho curato molto in questi ultimi mesi. Questo è fondamentale per la scelta degli uomini giusti e per numerose situazioni che si incontrano durante l’anno».

«Ci sono situazioni – spiega il tecnico – come quelle di Zaffaroni e Zironelli che sono state molto positive anche perché venivano da campionati di vertici in serie D e molte conferme nella rosa di quest’anno. Spero di aver colmato questo gap e poter avere un’altra occasione».

Intanto la serie C si avvia alla conclusione con la finale di Pescara tra Cosenza e Siena: «Tra le due vedo meglio i bianconeri per vari motivi: hanno giocato meno partite e sono stati molto regolari in campionato, anche se di fronte troveranno una squadra molto carica che ha sempre vinto e che è in fiducia».

Oltre all’Alessandria, una squadra dalla quale ci si poteva aspettare di più era il Pisa: «I nerazzurri – dice Stellini – sono una squadra forte, con giocatori molto esperti e con una età media alta. Questa condizione l’ha portata spesso a vincere partite con gare concrete seppur non spettacolari. Purtroppo, non è stata in grado di accelerare quando davanti hanno rallentato. Non so di preciso cosa sia successo, ma aveva tutte le possibilità di ritrovarsi più vicino alle prime due».

Come si può ripartire da una stagione così? «Dipende dalle dinamiche interne da chi lavora nella società. Dovrà scegliere chi può continuare e chi non si è integrato e non lo farà mai».

Due sono le squadre del girone A che in questa stagione hanno fatto una buona impressione a Stellini: «Il Monza ha fatto molto bene, ma nei playoff ha pagato l’inesperienza, mentre credo che la Carrarese sia quella che ha fatto vedere il calcio più divertente».

Lorenzo Vannozzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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