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Petrone: è il momento di metterci la cattiveria
«Le infamate che abbiamo ricevuto all’andata servano a scuotere la squadra Dobbiamo dimostrare di avere gli attributi necessari in questa categoria»
PISA. Deciso, arrabbiato e pronto a difendere la sua squadra da voci destabilizzanti, alla quale però chiede in maniera aperta di tirare fuori gli attributi nel dentro o fuori con la Viterbese di questa sera. È un fiume in piena Mario Petrone che si aspetta la gara perfetta, soprattutto a livello caratteriale, e l’ambiente giusto per ribaltare l’uno a zero dell’andata.
CATTIVERIA E MALIZIA. «Preferisco parlare a ruota libera – esordisce il tecnico nerazzurro in conferenza stampa. – A Viterbo siamo stati trattati in un modo che non mi è piaciuto sotto certi aspetti. Rivedendo la punizione abbiamo subito spinte e falli non visti dall’arbitro che era là a cinque metri, ma sia chiaro questo non deve essere un alibi».
Serve un ambiente carico al punto giusto: «Tutte le infamate che abbiamo ricevuto dal pubblico di casa a nome del Pisa, o le monetine che sono arrivate dietro la schiena a me e agli altri componenti della panchina, servano per scuotere la squadra».
La richiesta dell’allenatore è volutamente esplicita e senza tanti giri di parole: «Innanzitutto dobbiamo dimostrare di avere le palle e di voler portare a casa un obiettivo. È arrivato il momento che questa squadra scenda in campo con quella cattiveria e determinazione giusta. Se è scritto da qualche parte che dobbiamo arrivare fino in fondo questo passa dalla prestazione di stasera. Per farlo serve una mentalità da squadra di categoria, come ha fatto in alcuni momenti la Viterbese domenica: senza fronzoli, badando al sodo e perdendo anche tempo per conservare il gol. Bisogna esser bravi a portare la partita dalla nostra parte attraverso le qualità che abbiamo, ma non deve assolutamente mancare l’aspetto caratteriale che finora ho visto poche volte. Adesso abbiamo l’occasione per dimostrarlo, in primis alla società che ha puntato sul sottoscritto e sui giocatori».
TRASCINARE IL PUBBLICO. Il mister insiste senza alzare troppo la voce, ma scandisce i suoi concetti con grande fermezza: «Deve passare il messaggio che ci crediamo fino alla fine e dobbiamo essere noi a trascinare il pubblico dalla nostra parte. Sappiamo che il campo è perfetto, c’è il clima giusto e avremo i tifosi dalla nostra parte fino al 95’. Lo stadio sarà una bolgia anche in virtù di quello che abbiamo subito a Viterbo, e non abbiamo detto niente a fine partita perché comunque bisogna accettare il verdetto del campo e altrimenti passava un messaggio diverso. Ma stavolta deve essere la partita nostra, senza se e senza ma, con la testa giusta. Dobbiamo dare una dimostrazione di forza sotto tanti punti di vista, altrimenti se non usciamo ora lo faremo al prossimo turno come una squadra qualsiasi di questi playoff».
Nessun accenno tecnico o tattico sulla partita, forse anche per non dare riferimenti agli avversari: «Non voglio parlare della formazione, ma solo di una squadra che scenderà in campo per onorare e gratificare la maglia del Pisa. Sia chi parte dall’inizio, chi giocherà un minuto o resterà in panchina si deve sentire orgoglioso e dare tutto se stesso per passare questo turno. Il campo al momento dice che in maniera immeritata non abbiamo il risultato dalla nostra parte, ma adesso dobbiamo meritarlo attraverso una grande prestazione».
I SOCIAL. Petrone in chiusura se la prende con i social, in uno stile alla Gattuso ma più pacato, e critica un tifoso che su Facebook aveva riportato un post in cui si parlava di una reazione rabbiosa di Daniele Mannini nei confronti di Petrone e dei compagni di squadra prima dell’intervallo: «La polemica cattiva, discriminatoria e gratuita fatta da un tifoso contro il nostro capitano Mannini».
«Questa persona - dice - ha messo in giro voci prive di fondamento. Non ho problemi a dire che questa persona non vuole bene al Pisa, se sa qualcosa lo dica e si prenda le sue responsabilità. Mi prendo senza problemi anche le offese da lui e da altri, io non sono venuto qua per pettinare le bambole ma per giocarmi le mie carte per andare in B. Come ci sono tantissimi tifosi che vogliono bene al Pisa ce ne sono altri che fanno finta di volergli bene. Mannini, come tutti gli altri, si è sempre comportato in maniera esemplare».
Andrea Chiavacci
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