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Il 4-4-2 di partenza e le possibili varianti

Il 4-4-2 di partenza e le possibili varianti

Tutto con il 4-4-2. Mario Petrone sembra aver fissato il modulo di base, lasciandosi ovviamente la libertà di apportare varianti in base all’avversario. VINCOLI STRINGENTI. L’occupazione degli spazi...

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Tutto con il 4-4-2. Mario Petrone sembra aver fissato il modulo di base, lasciandosi ovviamente la libertà di apportare varianti in base all’avversario.

VINCOLI STRINGENTI. L’occupazione degli spazi (come direbbe Pazienza) sembra ormai assodata: non è solo la disponibilità di appena 3 stopper a suggerire l’adozione di una difesa a 4 ma, secondo Petrone, è anche l’assenza di un metodista a sconsigliare un centrocampo a 3. In effetti forse soltanto Maltese ha la predisposizione a far girar palla da dietro. Con 4 difensori e 2 mediani il 4-4-2 è automatico, in una delle sue interpretazioni.

ROMBO E DINTORNI. Fin dalle prime uscite del Pisa di Petrone non è passata inosservata la posizione dei due mediani, spesso non affiancati ma in verticale uno rispetto all’altro. Una scelta che ha contribuito ad intensificare la fase offensiva, con un uomo in più nel vivo dell’azione. Un primo accenno di rombo a centrocampo.

TRE ESTERNI DA FAR CONVIVERE. Una versione iperoffensiva, con ali come mezzali ed un unico mediano, buona per giocarsi il tutto per tutto, ma rimodulata in un’accezione più prudente, potrebbe essere la formula per far convivere Lisi, Di Quinzio (da mesi impiegato come esterno sinistro) e il rientrante Mannini (che dà il meglio di sé sulla corsia mancina): Di Quinzio al centro del campo con libertà di lanciarsi sulla trequarti o di cercare la fascia, e due ali portate alla corsa e al recupero, pronte a guardargli le spalle insieme al secondo mediano (ad esempio Gucher). Un’altra soluzione, provata col Cenaia, può essere la rinuncia ad un attaccante in favore di un 4-2-3-1, con Di Quinzio o Giannone rifinitore in linea con Mannini e Lisi.

ALTRI ACCORGIMENTI NEL 4-4-2. Il modulo di Petrone ha già dimostrato la sua duttilità. Il ruolo ibrido di Di Quinzio ha consentito di non andare in inferiorità numerica contro i tre centrocampisti centrali del Pontedera. Anche Lisi e Mannini hanno gamba e intelligenza tattica per adattarsi. Se dovesse servire, in difesa Filippini è già stato impiegato nel ruolo di stopper e potrebbe rimanere più basso rispetto a Birindelli, affiancando i due centrali nel non possesso e nel giro palla arretrato in una retroguardia a 3.

Massimo Berutto

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