Il presidio
Quante analogie con i playoff di Braglia e Ringhio
La squadra attuale non somiglia molto a quelle del 2007 e 2016. Ma qualche punto di contatto c’è
PISA. Spesso si ripete e si argomenta che il Pisa di oggi ha poco in comune con i nerazzurri che prevalsero nei playoff del 2007 e del 2016. Questione di caratteristiche: la squadra attuale è sicuramente la più tecnica, quella di Braglia era la più battagliera, mentre la formazione portata in B da Gattuso abbinava il “veleno” al talento di alcuni elementi di categoria superiore. Eppure, almeno tra le statistiche e le curiosità, si scorgono numerose analogie tra questa annata e quelle concluse in gloria negli spareggi-promozione.
La regola del 7. Eusepi a 8 gol e Negro a 7 hanno ripetuto esattamente le cifre con le quali rispettivamente Ferrigno e Biancone si presentarono ai playoff nel 2007. Negli spareggi solo il secondo arrotondò il bottino, contribuendo al 3-1 interno sul Venezia, ma anche il fantasista napoletano lasciò il segno con qualità e personalità. Sette furono anche le reti di Lores Varela nella stagione regolare 2016: l’uruguaiano ne aggiunse altre 4 nella fase decisiva.
Il difensore fuori gioco. Anche nei due precedenti di successo il Pisa si trovò improvvisamente senza un perno della difesa. La perdita di Carillo è paragonabile a quella di Chiarini 11 anni fa. Nel 2016 a finire fuori causa fu Dario Polverini, che a lungo era stato titolare al centro della difesa.
L’acciaccato. All’ingresso nei playoff c’è sempre qualche veterano che stringe i denti. Se Lisuzzo ha dovuto assorbire il pestone rimediato ad Arezzo, prima di lui Ferrigno nel 2007 fu alle prese con problemi al costato, mentre Cani recuperò la forma solo nei playoff 2016 dopo un’annata tormentata.
L’invenzione. La vittoria nei playoff è sempre passata attraverso qualche novità tattica. Adesso il Pisa ha almeno 3 potenziali esterni di centrocampo titolari (Di Quinzio, Mannini e Lisi) da alternare o da far convivere. Nel 2016 c’erano due pretendenti per la maglia di terzino destro e Gattuso trovò il modo di schierarli entrambi: Golubovic sulla corsia abituale e Avogadri a sinistra. Nel 2007 Braglia, a corto di stopper, si inventò De Simone nella posizione di centrale arretrato.
Da infortunati a protagonisti. Il graduale recupero di infortunati eccellenti è un’altra nota in comune soprattutto con il campionato di due anni fa: Gattuso poco prima dei playoff reinserì Di Tacchio e Tabanelli, un po’come ha fatto Petrone con Ingrosso e Mannini. Negli spareggi 2007 tornarono in auge Bolzan e Ciotola, che avevano saltato una corposa porzione della stagione regolare.
Le voci da Lucca. Persino alcune indiscrezioni di mercato possono risultare benauguranti. Molti ricorderanno che all’ingresso nei playoff 2007 Piero Braglia venne accostato alla panchina della Lucchese. Esattamente come è accaduto poche settimane fa a Mario Petrone. Alla fine Braglia si trasferì effettivamente oltre il Foro, ma solo dopo aver condotto in B il Pisa. Voci di un futuro lontano dalla Torre pendente coinvolsero anche Gattuso: Ringhio venne effettivamente corteggiato dalla Nazionale del Kazakistan, ma non accettò di emigrare.
Massimo Berutto
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