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De Petrillo: prepararsi bene è decisivo

De Petrillo: prepararsi bene è decisivo

L’ex tecnico della Primavera nerazzurra: ottimo l’approccio di Petrone

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PISA. Subentrare alla fine della stagione regolare e lottare contro il tempo per trasmettere il proprio calcio in vista degli spareggi. Nessuno meglio di Alessio De Petrillo può comprendere le potenzialità e le difficoltà del lavoro di Mario Petrone.

Il mister, pisano doc ed ex nerazzurro, nella scorsa stagione accorse al capezzale del Tuttocuoio addirittura all’ultima giornata e, qualche settimana dopo, sfiorò la salvezza nei playout contro il Prato.

De Petrillo, anche Petrone come lei è saltato in sella nell’ultimissimo scorcio di annata...

«L’aspetto che mi ha colpito maggiormente è come Petrone è arrivato a Pisa: è molto motivato e trasmette questo suo modo di essere. Spero che riesca a trasferirlo anche alla squadra. Il tempo è poco, ma l’atteggiamento visto nel match con il Pontedera è un buon punto di partenza, a patto che sia riproposto con continuità».

Lei ebbe solo tre partite a disposizione, playout compresi...

«Fui sfortunato. La mia squadra colpì un palo nella gara d’andata con il Prato. Sarebbe stato il gol del 3-1 a nostro favore, invece la partita finì 2-2. Ci preparammo bene alla doppia sfida».

In tre settimane si può incidere sull’aspetto tattico della squadra?

«Si può incidere molto, soprattutto tatticamente. Petrone ha avuto a disposizione cinque partite e ora queste tre settimane di lavoro. Una squadra, quando trova un allenatore credibile, è un terreno fertile. I giocatori hanno voglia di essere guidati. Io avevo un gruppo giovane, di ragazzi che si sarebbero gettati nel fuoco. Il Pisa ha una rosa più anziana, ma a contare è soprattutto l’aspetto mentale».

Quando un allenatore subentra così tardi ha tutto da perdere o tutto da guadagnare?

«Un allenatore pensa poco a questi aspetti. Io forse avevo tutto da perdere, ma accettai la sfida, perché, se avessi ottenuto la salvezza, avrei trovato continuità in un progetto lavorativo. Petrone non è subentrato nel Teramo per affrontare i playout, ma è approdato in una squadra già certa dei playoff. Se vincerà, la società punterà sicuramente ancora su di lui. E comunque aver allenato a Pisa fa curriculum».

La prestazione offerta con il Pontedera è ripetibile nei playoff?

«Il Pisa ha approcciato bene quella partita. È vero però che il Pontedera è una squadra che lascia giocare, mettendosi dietro e operando di rimessa. I playoff sono una competizione complessa, con una chimica particolare. Ricordiamoci la finale d’andata di due anni fa con il Foggia: il Pisa rischiò molto nel primo tempo, poi andò ad attaccare più in alto gli avversari e vinse la partita. Nessuno si sarebbe aspettato che Cani avrebbe fatto la differenza. Nei playoff bisogna prepararsi bene e saper annusare le situazioni, per capire se qualcuno sta per esplodere».

Daniele Mannini è ancora il giocatore più atteso e ad Arezzo è rientrato nella posizione di mezzala. Dopo due anni e una stagione travagliata può ancora essere decisivo?

«Il fatto di cambiare continuamente posizione, fra attacco e difesa, non lo ha aiutato a trovare punti di riferimento. Anch’io, quando giocavo con continuità in un ruolo, entravo in un automatismo che mi consentiva di rendere facili anche le cose difficili, con scioltezza e consapevolezza dei propri mezzi. Secondo me Mannini da mezzala può ancora far male agli avversari, ma non credo che avrà quel compito. Secondo me Petrone sta cercando di normalizzare la squadra, affidandosi ai senatori e riportandoli nelle posizioni più consuete».

Fra il Pisa e la gloria si frappone un nutrito numero di agguerrite rivali, che si sta assottigliando nei turni preliminari.

«Catania, FeralpiSalò, Reggiana, Bassano, Trapani, Casertana e Sambenedettese sono squadre forti, alcune sostenute da piazze importanti come la nostra. L’Alessandria era la più forte del girone A. Il Siena è organizzato. L’eliminazione diretta però miete sempre qualche vittima illustre. Nei playoff non puoi sbagliare l’approccio perché il margine di errore è ridotto».

Nel girone B il secondo posto è stato agguantato a sorpresa dal Sudtirol...

«Una squadra forte a livello fisico e costruita con criterio».

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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