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Petrone: non siamo la squadra di due anni fa, la nostra arma è il fraseggio

Petrone: non siamo la squadra di due anni fa, la nostra arma è il fraseggio

PISA. La ricetta per vincere i playoff è semplice: arrivarci al top della condizione fisica e mentale, con i giocatori chiave che rendono al massimo nelle partite decisive. Più difficile metterlo in...

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PISA. La ricetta per vincere i playoff è semplice: arrivarci al top della condizione fisica e mentale, con i giocatori chiave che rendono al massimo nelle partite decisive. Più difficile metterlo in pratica, ed è per questo che il Pisa a cinque giornate dalla fine si è affidato al carattere di Mario Petrone per andare in B.

Il tecnico parla del rapporto con la squadra: «Mi piace stare sempre vicino ai ragazzi nel riscaldamento. Da ex giocatore so cosa si prova prima della partita e giocare in una piazza come Pisa non è facile, qualcuno inconsciamente può subire il peso delle tante aspettative. Ho deciso anche di non cambiare lo staff tecnico, visto che sono arrivato a cinque giornate dalla fine, portandomi solo il mio match analyst di fiducia. Parlo molto con l’allenatore dei portieri Rapaccioli, che avendo il patentino svolge anche il ruolo di allenatore in seconda».

Petrone non vede analogie con la situazione di dodici mesi fa: «La squadra del 2015-16 era completamente diversa da questa, soprattutto sotto l’aspetto della fisicità. Il giocatore più alto che abbiamo è il portiere. Durante i playoff dobbiamo sfruttare altre caratteristiche come ad esempio quella del fraseggio. Sto insistendo tanto su questo aspetto».

La squadra di due anni fa aveva ritrovato in quel mese tutti i giocatori fondamentali come sta ritrovando, almeno in parte, anche Petrone. A cominciare da Mannini: «Per me Daniele non è fonte di discussione, lo volevo tre anni fa a Ascoli come esterno sinistro di centrocampo. Non è escluso però che a seconda della gara possa anche impiegarlo basso». Importante anche il recupero di Ingrosso e di altri giocatori ma anche il fattore caldo sarà determinante: «Il primo doppio confronto si gioca in tre giorni e bisogna gestire bene la trasferta. Speriamo di giocare la sera».

Dal punto di vista tattico Petrone potrebbe anche cambiare qualcosa ma non sicuramente in difesa, dove insisterà sui quattro uomini in linea: «Dietro siamo un po’ contati mentre a centrocampo non credo che la squadra possa giocare a tre, l’ideale è quello di insistere con due centrali come abbiamo fatto in queste partite».

Potrebbero coesistere Lisi, Di Quinzio e Mannini? «Secondo me sì. Il nostro gioco si sviluppa molto sugli esterni e c’è grande dispendio di energie. Il problema è trovare la giusta alchimia. Abbiamo anche giocatori come Giannone e Sainz Maza che a partita in corso possono essere devastanti». In particolare lo spagnolo potrebbe diventare un arma in più a gara in corsa: «Ha delle qualità che in categoria hanno in pochi». Con Petrone gli attaccanti hanno sempre fatto gol (da Lapadula a San Marino a Perez ad Ascoli) e con lui Eusepi può diventare un valore aggiunto: «Umberto non lo scopro certo io. Giocare a due davanti con due esterni di centrocampo molto offensivi lo aiuta molto».

Andrea Chiavacci

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