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Restyling dell’Arena, il punto sull’iter
I documenti che Dea Capital Real Estate deve ancora presentare al Comune
PISA. A che punto si trova l’iter per il progetto di restyling dell’Arena? Quali i prossimi passi da compiere? A queste domande ha risposto l’assessora all’urbanistica Ylenia Zambito all’interno di un seminario on line dedicato alla valorizzazione degli impianti sportivi organizzato da Ifel-Fondazione Anci per la Finanza e l’Economia locale.
Riguardo all’iter, i prossimi passaggi sono quelli relativi al completamento dell’alienazione dello stadio; l’approvazione del progetto come opera di pubblica utilità in variante agli strumenti urbanistici vigenti; la contestuale procedura di valutazione ambientale strategica (Vas). La procedura per l’alienazione dello stadio è stata avviata, sulla base della stima del valore da parte dell’Agenzia delle Entrate, con l’integrazione nel piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari dell’Arena grazie al voto del consiglio comunale.
Il procedimento dovrà proseguire con la predisposizione del regolamento per la gestione del fondo obiettivo cui conferire lo stadio, con la presentazione del piano economico finanziario dell’operazione proposta da Dea Capital Real Estate, quindi con l’alienazione dello stadio.
Nel frattempo però il soggetto proponente (Dea Capital Real Estate, cui fa riferimento anche il Pisa Sc) deve presentare i documenti richiesti dalla conferenza istruttoria. Sono diversi e tutti determinanti per completare le procedure che porteranno ad ottenere i circa 35 milioni di finanziamento pubblico (di Invimit e forse del Credito Sportivo) per il progetto di restyling.
L’Ufficio Mobilità del Comune ha chiesto, tra l’altro, il progetto di riqualificazione di via Rindi per migliorare in termini di pedonalità e ciclabilità il collegamento dello stadio con il parcheggio di via Pietrasantina, anche con la previsione di un sottopasso ferroviario tra via Rindi e via del Marmigliaio, ad oggi solo ipotizzato da Rfi (Ferrovie). Inoltre la pianificazione dei sistemi di protezione del quartiere dall’afflusso delle auto dei non residenti in coincidenza degli eventi dello stadio, con l’istituzione di una Ztl protetta anche con l’ausilio di nuove tecnologie.
Un’altra pianificazione richiesta è quella relativa agli interventi sul trasporto collettivo, sia su ferro che su gomma, comprensivo del servizio delle navette shuttle di collegamento con i parcheggi scambiatori cittadini e stima dei relativi costi. Non da meno l’individuazione delle modalità di accesso degli spettatori ospiti . Infine la valutazione dell’impatto dell’apertura delle medie strutture di vendita all’interno del nuovo stadio sulla viabilità di Porta a Lucca, anche al di fuori degli eventi.
Tutte voci i cui costi devono essere inseriti nel piano economico finanziario per riuscire ad ottenere il finanziamento di Invimit, società del ministero dell’Economia.
Oltre agli atti richiesti dall’Ufficio Urbanistica (in particolare per la Vas), ci sono quelli necessari all’Ufficio Infrastrutture come l’approvazione da parte di Acque Spa del progetto riguardante la rete idrica e gli scarichi delle acque reflue oppure l’approvazione, da parte degli enti gestori, del progetto per le reti tecnologiche. In questo rientra anche la verifica del dimensionamento dell’attuale fognatura bianca in riferimento all’eventuale immissione di acque derivanti dalla compensazione idraulica dell’intervento.
Tra le richiese dell’Ufficio Ambiente, la previsione di un sistema di autoprotezione che, a seguito di allerta Arno, interdica l’agibilità dello stadio con conseguente avviso ai fruitori dell’infrastruttura a carico del gestore, ma anche la predisposizione di una valutazione d’impatto acustico e una per l’impatto sanitario.
I tecnici delle parti sono al lavoro. Ma il progetto definitivo dello stadio e il piano economico finanziario sono i principali documenti che servono ora per compiere ulteriori passi in avanti.
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