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La testa solo al campo: un turno da spettatori pochissimo interessati
All’inizio della stagione si pensava alla possibile trepidazione nell’ultimo turno di campionato, invece...
PISA. Quanto si è fantasticato sull’ultimo turno di campionato, da quando si è saputo che il Pisa avrebbe dovuto viverlo da spettatore! La realtà è stata assai meno stuzzicante dell’immaginazione: l’ultima settimana della stagione regolare è scivolata via senza alcun interesse di classifica, ma in compenso è stata capitalizzata da Mario Petrone, che ha avuto giorni in più per preparare i playoff.
NIENTE ESODO A PONTEDERA. Si erano sprecati i paragoni con la stagione 1967-68, che vide la promozione dei nerazzurri in massima serie riposando anche allora all’ultima giornata, seguita con trepidazione dai tifosi in assenza dei più moderni strumenti di comunicazione, a caccia di frammentarie notizie telefoniche. Quest’anno il calendario offriva una possibilità ancora più stimolante dello streaming sul web: se il Pisa fosse stato in corsa con il Siena per la vetta, i tifosi avrebbero potuto affollare Pontedera per assistere dal vivo alla sfida dei bianconeri sul campo del Prato ed iniziare in provincia gli eventuali festeggiamenti. Invece i nerazzurri hanno annullato gli effetti dell’ultima giornata anche in ottica della seconda posizione perdendo ad Arezzo.
COME IL LECCE NEL 2014. Anche nel precedente campionato “zoppo” disputato dal Pisa la terza classificata riposò all’ultima giornata. Fu il Lecce ad accontentarsi della piazza d’onore a 90’dalla conclusione dell’annata 2013-14. Il calendario programmò (ovviamente in tempi non sospetti) una straordinaria sfida al vertice nel turno conclusivo, fra Perugia e Frosinone, vinta dagli umbri, che avevano a disposizione due risultati su tre. Il Lecce si autoescluse anche dalla seconda posizione, perdendo a Pisa la sua ultima partita nella stagione regolare, arrivando poi alla finale playoff e cadendo col Frosinone, che in semifinale aveva eliminato i nerazzurri.
Massimo Berutto
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