Meteo
Mauro Meluso: caro Pisa, ecco le avversarie più pericolose
PISA. Competenza, serietà e modestia finalmente sono state coronate dal successo. Mauro Meluso è il demiurgo del Lecce, dominatore del girone C; fu a Pisa dal 2001 al 2004, giungendo ad un soffio...
PISA. Competenza, serietà e modestia finalmente sono state coronate dal successo. Mauro Meluso è il demiurgo del Lecce, dominatore del girone C; fu a Pisa dal 2001 al 2004, giungendo ad un soffio dalla B nella finale con l’Albinoleffe. Un esperto di calcio meridionale presenta le più temibili fra le possibili avversarie degli uomini di Petrone.
Finalmente la promozione ...
«Ogni tanto la fortuna gira diversamente. Stavolta mi ha dato una soddisfazione. A Pisa avevo perso la finale a Bergamo. A Padova avevo lasciato qualche mese prima della promozione in B. A Frosinone ho ricostruito la squadra, ma ne ha usufruito chi è arrivato dopo di me».
L’ascesa del Padova in B nel 2009 è opera sua, perché fu lei a plasmare la rosa anche nel mercato di gennaio, ma non poté festeggiare il successo da protagonista...
«Adesso è tutta un’altra cosa. Spero di godermi una bella festa».
Tanto rumore per nulla: nessuna sorpresa in vetta ai tre gironi. Livorno, Padova e Lecce hanno resistito agli attacchi delle rivali.
«Noi siamo rimasti in vetta dalla settima giornata. Il Trapani è stata la nostra principale antagonista. Il Catania ha perso 8 partite, non dimostrandosi abbastanza continuo. Non voglio incensarmi, ma posso dire, a una partita dalla fine del mio secondo campionato a Lecce, di aver conquistato 148 punti in due anni. Nella scorsa stagione con 74 ci siamo classificati secondi, stavolta siamo stati promossi. Appena arrivato ho stravolto il Lecce, cambiando rosa e allenatore (Piero Braglia, nda). Alla seconda annata abbiamo vinto, con un pizzico di fortuna, grazie al lavoro di mister Liverani, ad una stampa equilibrata nel giudicare i momenti di difficoltà e con il sostegno del pubblico, che ci ha garantito settemila abbonati».
Delle tre capolista il Livorno è quella che ha rischiato di più?
«Sicuramente, ma un po’ anche noi. Il Siena ha buttato via il campionato. Il girone C è il più difficile. Con 74 punti abbiamo ottenuto la promozione solo ad una giornata dalla fine, mentre in altri raggruppamenti avremmo potuto vincere con molte settimane di anticipo».
Le ex rivali del Lecce potrebbero diventare le avversarie del Pisa nei playoff: ce le può presentare?
«Il Trapani a gennaio ha perso Reginaldo e Maracchi, saliti in B, ma secondo me ha svolto un mercato straordinario e ha un bravo allenatore come Calori. Il Catania ha giocatori con un passato in serie A. In attacco ha elementi forti come Curiale e Ripa. Sa sfruttare i calci da fermo. La Juve Stabia è una formazione giovane, ben allenata da Caserta, con un 4-3-3 frizzante e dinamico in attacco e a centrocampo, grazie ad un calciatore come Mastalli. Poi c’è il Cosenza, che ha raccolto meno rispetto a quanto vale, ma ha scalato posizioni da quando è Braglia ad allenarlo».
In zona playoff ci sono anche Monopoli, Rende, Casertana, Sicula Leonzio e Francavilla...
«Io le colloco un gradino più in basso rispetto alle prime. Il Monopoli gioca benissimo. Ha elementi di categoria, alcuni sguscianti come Salvemini e Sounas e altri forti fisicamente, come le punte Sarao e Genchi».
Lei scommetterebbe quest’anno su una compagine del girone C?
«Ci scommetterei maggiormente se la competizione fosse più lunga. Nei playoff contano molto l’aspetto psicologico e quello fisico. Serve avere la mente libera e, con i primi caldi, energie nelle gambe. Le squadre che corrono hanno la meglio».
Da lontano come si giudica la stagione del Pisa?
«Ho visto alcune partite in streaming. Io penso che il Pisa sia un’ottima squadra, molto forte, che è partita male e che ha subito un periodo di crisi proprio mentre il Livorno stava zoppicando. I nerazzurri si sono trovati ad affrontare il derby con l’obbligo della vittoria e hanno perso. Non sempre vince chi ha investito di più. Il calcio ha la sua logica, ma non è matematica. So che il Pisa ha una società solida e ambiziosa. Se non riuscirà a conquistare la promozione attraverso i playoff, potrà raggiungerla nella prossima stagione».
Lei ha cresciuto Robert Gucher a Frosinone. L’austriaco è il modello di giocatore del Pisa: indubbiamente un ottimo elemento, ma non ancora un leader...
«Ho grande considerazione di Gucher, come giocatore e come uomo, a tal punto che l’ho cercato insistentemente perché volevo portarlo a Lecce. Ho stima di Mannini e di Negro. In una squadra ci sono dinamiche, che non posso permettermi di giudicare da lontano».
Massimo Berutto
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
