Italia
Gioie e (nuovi) dolori sui calci piazzati: risuona l’allarme
PISA. Le palle inattive dall’altare sono finite nella polvere. Contro il Pro Piacenza, il Pisa ha vinto con il gioco, non solo grazie ad un cross ben assestato e ad una prodezza in acrobazia. A...
PISA. Le palle inattive dall’altare sono finite nella polvere. Contro il Pro Piacenza, il Pisa ha vinto con il gioco, non solo grazie ad un cross ben assestato e ad una prodezza in acrobazia. A Gorgonzola il team di Petrone aveva segnato 3 delle 4 reti sugli sviluppi di calci da fermo, due corner ed una punizione, rispolverando una specialità sfruttata a singhiozzo fino ad allora. Nel match con il Pro Piacenza i calci franchi e i corner hanno presentato il conto al passivo, evidenziando ingenuità e distrazioni della difesa nerazzurra. In più il rigore fallito da Negro, che comunque ha fatto (involontariamente) l’assist per la rete di Filippini, allungando la lista dei giocatori a bersaglio su episodi nati da palla ferma.
DOPPIA REAZIONE CON LA MANOVRA. C’è una fondamentale differenza fra il gol del successo al fotofinish sull’Arzachena e quello con cui Di Quinzio ha mandato ko il Pro Piacenza: il modo. Non un colpo di testa pescato sugli sviluppi di un calcio d’angolo, o un’autorete (come a Pontedera o a Gorgonzola), o una prodezza personale (come il tiro di Gucher sul campo del Prato), ma un’azione costruita con determinazione e classe, dal lancio di Di Quinzio fino alla stoccata dello stesso fantasista milanese, favorito dal palo colpito da Sainz Maza. Già il secondo sorpasso era stato il frutto di una manovra, che aveva innescato, dai piedi di Izzillo (finalmente convincente), le due punte in area di rigore, Eusepi nelle vesti di suggeritore al servizio di Masucci.
Ogni gol, al di là dell’autore, ha avuto almeno due altri cofirmatari, compreso il rigore, procurato da Eusepi con la collaborazione di Lisi. Senza dimenticare l’errore dell’avversario: se Petkovic è stato condannato per il pareggio della Pistoiese e a Sabotic è stata riservata la stessa sorte dopo l’1-1 dell’Alessandria, stavolta i panni del cattivo spettano al piacentino Belotti, che si è opposto troppo debolmente al tiro di Sainz Maza, uomo assist indiretto (tramite il palo) per il gol di Di Quinzio.
EPISODI DA RIVEDERE. La fase difensiva del Pisa a sua volta ha sulla coscienza le due reti al passivo. I gol del Pro Piacenza sono stati conigli pescati dal cilindro di due ottimi prestigiatori, che hanno trovato involontari assistenti in maglia nerazzurra. Paramatti in mezza rovesciata ha avuto la meglio sulla marcatura del giovane Setola, decisamente più bravo in fase di spinta. Musetti ha colpito su palla inattiva a scoppio leggermente ritardato, sfuggendo alla marcatura di Lisuzzo sul palo coperto da Voltolini e su un cross concesso da Gucher a Frick, imbeccato su punizione da Alessandro.
Massimo Berutto
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