Italia
Anna Bongiorni va veloce: ai Mondiali finalissima sfiorata
La velocista pisana concede il bis tricolore ad Ancona Prossimo obiettivo la 4x100 agli Europei di Berlino
PISA. Dopo il grande exploit con il primo campionato italiano assoluto indoor vinto nel 2017, anche la stagione 2018 è cominciata col botto per la pisana Anna Bongiorni, ottenendo il bis ai campionati italiani di Ancona e la conquista della semifinale mondiale a Birmingham. Dopo l’esordio in una gara di contorno a Roma a fine gennaio di ritorno dalla preparazione al caldo del Sudafrica, Anna si è presentata al meeting di Mondeville, in Francia, ottenendo con 7”33 lo stesso risultato del meeting dell’anno precedente. A differenza dello scorso anno, però, quest’anno c’erano in programma i mondiali indoor a Birmingham che, seppur non considerati un punto di arrivo nella preparazione dell’atleta pisana, sicuramente rappresentavano uno stimolo a far bene.
C’era però da ottenere il minimo di partecipazione, fissato dalla Federazione Italiana ad un impegnativo 7”30. L’occasione si è presentata nel corso dei campionati italiani di Ancona a febbraio dove Anna ha subito sbrigato la pratica correndo in 7”30 alle 11 del mattino, ripetendosi poi con 7”31 nella semifinale del pomeriggio, per concludere con il perentorio 7”27 della finale, ad un centesimo dal personale, dove ha regolato l’altra toscana Irene Siragusa, seconda in 7”32, e l’emergente Johanelis Herrera, terza in 7”34. Una volta ottenuto il minimo, però, l’ambizione di Anna a superarsi ancora non si è fermata e il miglioramento si è materializzato nel corso della batteria dei mondiali di Birmingham ad inizio marzo dove l’atleta del CUS Pisa (in atletica esiste il doppio tesseramento per le società militari) ha ottenuto il primato personale e la qualificazione alla semifinale correndo in uno splendido 7”24, appena a ridosso delle migliori specialiste mondiali.
La corsa è stata da subito perfetta: partita col miglior tempo di reazione delle partenti (132 millesimi), Anna si è trovata quasi inaspettatamente in testa e questo, a suo dire, l’ha un po’ condizionata nella successiva fase lanciata, altrimenti avrebbe forse potuto limare qualche centesimo ancora. L’impresa non le è riuscita nella successiva semifinale che però ha confermato il suo ottimo stato di forma facendole terminare la sua esperienza mondiale con un sempre notevole 7”30. Abbiamo raggiunto Anna telefonicamente in una pausa degli allenamenti post-indoor.
Anna, complimenti per i risultati. Per ottenerli hai finalizzato gli allenamenti anche alla stagione indoor oppure la preparazione è comunque quella destinata alla stagione all’aperto?
«Diciamo che ogni anno qualcosa bisogna sempre cambiare per ottenere risposte diverse e migliori dal proprio fisico, comunque la traccia è quella dell’anno scorso e cioè finalizzata soprattutto agli appuntamenti all’aperto perché la stagione indoor è troppo corta per essere l’obiettivo principale. Quest’anno c’è stato sicuramente lo stimolo in più dei mondiali e questo ha fatto la differenza per l’ottenimento dei risultati».
Ho notato che hai mantenuto una elevata costanza di rendimento anche nei turni preliminari della mattina, periodo in cui altri atleti non riescono a carburare. Come ci riesci?
«Beh, questa è un po’ una caratteristica che ho da sempre. Non ho cali di prestazione o differenze fra mattina e pomeriggio. Forse ciò deriva anche dal fatto che a Rieti mi alleno spesso nel corso della mattina e questo aiuta. Fra l’altro, la notte prima della batteria ai mondiali ho avuto anche poche ore di sonno a causa di un problema all’occhio e questo mancato riposo, forse, non mi ha danneggiato ma ha mantenuto alto il mio livello di tensione per la gara della mattina».
La batteria di Birmingham è stata pressoché perfetta. Sei riuscita a fare il primato personale e questa è la migliore risposta che una atleta che gareggia in una grande manifestazione può avere da sé stessa oltre che corrispondere alle aspettative della propria Federazione...
«Sì, la mia gara è stata molto efficace sin dalla partenza. Al di là del miglior tempo di reazione, sono uscita molto bene dai blocchi ed è stato sorprendente trovarsi davanti anche alla tedesca Pinto che poi mi ha recuperato e ha vinto la batteria. Ecco, forse questo fatto di trovarsi davanti mi ha un po’ condizionato nella scioltezza della mia corsa e, una volta che le migliori mi stavano recuperando, non sono riuscita a cambiare marcia. Del resto, questi erano i mondiali e, diversamente dalle mie gare in Italia, c’è da confrontarsi con le migliori specialiste e questa mancanza di abitudine è normale. Tutto ciò è comunque un dettaglio, visto che è stata la corsa migliore che ho fatto finora».
Come sta procedendo ora la preparazione per le gare all’aperto? Quest’anno ci sono gli Europei di agosto a Berlino, quali sono i tuoi obbiettivi e le tue aspettative?
«Purtroppo sto venendo fuori da un piccolo infortunio che mi ha costretta ad interrompere la preparazione per un paio di settimane ma da dopo Pasqua sono tornata a pieno regime negli allenamenti. Diciamo che gli Europei rappresentano sicuramente l’obbiettivo maggiore dell’anno e, se non ci saranno intoppi, sicuramente la staffetta 4x100 sarà la gara in cui anche la Federazione punta per un buon piazzamento. Io conto di correre la terza frazione, come negli ultimi anni, insieme alle altre mie compagne di squadra Siragusa, Herrera e Hooper. Può darsi però che ci possano essere dei cambiamenti per la prima frazione perché nessuna delle altre tre è da considerarsi una buona partente ma c’è tempo per verificarlo. Vorrei comunque ottenere buoni risultati anche sulle gare individuali e quindi cercherò di migliorare i miei personali dello scorso anno sui 100 e 200 anche se la Federazione ha fissato dei minimi di partecipazione agli Europei molto difficili da ottenere: 11”35 sui 100 e 23”10 sui 200 che sono da considerarsi veri e propri minimi per una Olimpiade! Oltre agli Europei, comunque, vedrò di fare qualche buon meeting e, se l’Italia deciderà di portare una squadra, ci sono anche i Giochi del Mediterraneo a giugno a Tarragona, in Spagna, oltre ai Campionati Italiani di settembre».
Come procedono i tuoi studi? Riesci a conciliare sport ad alto livello e preparazione universitaria?
«Direi che sono soddisfatta anche del mio percorso universitario. Sono iscritta al sesto anno e mi mancano 6 esami per finire il corso di studi. Conto di ottenere la laurea nel 2019 che, tutto sommato, è un buon risultato considerando anche l’attività sportiva che svolgo. Una vera e propria velocista a tutto tondo, quindi».
Franco Pizzi
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