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Ora comincia il vero campionato del Pisa

Ora comincia il vero campionato del Pisa

Quattro partite e poi l’avventura dei playoff (salvo miracoli)

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PISA. I recuperi cambieranno gli equilibri del campionato? Martedì scendono in campo ben 4 delle prime sei squadre in graduatoria. La classifica attuale nei quartieri alti, quindi, è indicativa piuttosto che reale.

Oggi leggiamo: Livorno 60 con 6 partite da giocare, Robur Siena 58 con 5 partite da giocare, Pisa 55 (4), Viterbese 51(5), Carrarese 49 (5), Alessandria 47 (6). Martedì alle 14.30 si recuperano Alessandria-Arzachena, Pro Piacenza-Siena e Viterbese-Piacenza, e alle 18.30 Arezzo-Livorno. Nello stesso giorno ci sono anche Monza-Prato e Lucchese-Pistoiese.

E in effetti potremmo considerare anche il Monza nel lotto delle big, visto che ha 45 punti e 6 partite da giocare, anche se il suo rendimento è particolare: nelle ultime 5 giornate ha pareggiato con la Viterbese e ha battuto Siena e Livorno, ma perde troppi punti per strada con le “piccole”.

In ogni caso, fra due giorni la graduatoria sarà delineata con maggior precisione e quindi sabato potrà iniziare la volata finale: nel taglio basso di questa doppia pagina trovate scheda, cammino e obiettivi reali delle prime sei.

IL NODO AREZZO. Il futuro dell’Arezzo, nonostante tutto, resta un punto interrogativo. E dunque sulla regolarità del campionato cala di nuovo una spada di Damocle.

Ma che sta succedendo? Semplice: verso la metà di aprile ci sarà l’asta per dare un nuovo proprietario al club amaranto. Ma i due curatori, Lucio Francario e Vincenzo Ioffredi, sono stati chiari: «Se andrà deserta consegneremo i libri in tribunale».

E per evitare questo, serve un imprenditore o una cordata che ci metta oltre 800mila euro, il tutto senza la certezza di restare in C vista la classifica e un’altra penalizzazione di 6 punti in arrivo. Praticamente per l’esercizio provvisorio, ci sono i soldi solo fino alla fine di aprile mentre servono sino alla fine di giugno. Insomma, il rischio è che l’Arezzo giochi martedì una delle sue ultime partite. Contro il Siena giocherà il 14 aprile e contro il Pisa il 28, ma in quei giorni ad Arezzo potrebbero già sapere il loro destino.

Situazione giustamente non gradita dal Livorno, l’ultima delle big ad affrontare gli aretini con la certezza che questi “dovranno” fare il massimo.

I NOSTRI. Il Pisa si trova in una situazione piuttosto ibrida. Mantenere il terzo posto attuale non sarà semplicissimo, ma è un obiettivo di importanza capitale perché darebbe al nuovo tecnico Petrone degli ottimi margini sia per gli esperimenti tattici sia per la preparazione dei playoff, favorita dalla settimana di stop in occasione dell’ultima giornata.

Il derby dell’Ardenza fa storia a parte ed è impronosticabile, nelle altre tre gare quindi fa fatto per forza il pieno.

A questa condizione, non solo il terzo posto sarebbe pressoché garantito, ma ci sarebbe anche la possibilità di assaltare la seconda piazza che porterebbe due benefici pesantissimi: partire direttamente dai quarti saltano ben tre turni, e farlo da testa di serie evitando così di trovarsi subito contro la seconda classificata di uno degli altri gironi (ad oggi, Sambenedettese e una fra il Lecce che sta buttando via la stagione, il Catania e il Trapani).

«Sono venuto per portare il Pisa in B», ha detto giovedì Mario Petrone. Ovviamente non è detto che ci riesca. Ma almeno i nerazzurri potranno giocarsi le loro carte e il loro campionato di fatto è iniziato contro la Giana Erminio. Prima avevamo una squadra rassegnata, ora c’è un gruppo che dovrà ricompattarsi, trovare un assetto tattico efficace e in definitiva ritrovare una propria dimensione.

Sicuramente ci sono troppi doppioni e un paio di ruoli un po’ scoperti. Ma di sicuro Lisuzzo si è ritrovato, la stessa cosa vale - speriamo - per Eusepi e, da quando rientrerà, per Mannini. A partire da Livorno-Pisa potremmo rivedere in campo sia lui che Ingrosso. È difficile al momento ricomporre un rapporto decente con Carillo, ma l’emergenza difesa sembra cessata. Degli errori tattici della gestione Pazienza si può fare tesoro: con due centrocampisti il Pisa è un colabrodo in fase di non possesso, ma per una mediana a 3 oppure a 4 i giocatori ci sono.

Antonio Scuglia

Andrea Chiavacci

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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