Il presidio
«Petrone scelta ok» parola degli esperti
Il nuovo allenatore raccontato dai diesse Ceravolo e Ferrigno
PISA. L’obiettivo è riportare fiducia e carattere in una squadra apparsa troppo timida nell’ultimo periodo. Il primo Pisa targato Mario Petrone dovrà dimostrare con la Giana Erminio (domani ore 18,30) di avere ancora la forza per rimettere in piedi una stagione difficile e arrivare al meglio al rush finale. Ieri Petrone ha diretto la squadra nel ritiro di Novarello lavorando già anche a qualche modifica tattica. Probabile un ritorno al 4-2-3-1, modulo amato dal tecnico, ma non è detto si punti anche su un semplice 4-4-2, che è lo stesso modulo adottato dalla Giana di Albè. Non è il momento di fare esperimenti e rivoluzioni, ma probabilmente vedremo Daniele Mannini qualche metro più avanti e Gaetano Masucci di nuovo in campo dopo l’infortunio rimediato con il Piacenza che è meno grave del previsto. Si va verso un rilancio di Di Quinzio a centrocampo, mentre in difesa rientra dalla squalifica Sabotic che va al centro al fianco di Lisuzzo (Ingrosso dovrebbe rientrare per il derby di Livorno), così Filippini potrà tornare a sinistra con Birindelli a destra, uno dei giovani sul quale l’allenatore punta maggiormente. In porta Voltolini verso la conferma, anche se Petkovic ha recuperato dopo il mal di schiena.
Una gara difficile per i nerazzurri contro una Giana ottava in classifica e fortissima in casa, dove ha vinto 8 volte conquistando 27 dei 41 punti totali. Riuscirà quindi Petrone a dare la scossa al Pisa? Lo abbiamo chiesto ad un ex nerazzurro che lo conosce molto bene, ovvero Fabrizio Ferrigno: «Mario è un amico. Ci conosciamo dai tempi del militare e siamo sempre rimasti in contatto. Lunedì sera l’ho chiamato e gli ho detto di riportare il mio Pisa in B. Qualche anno fa lo volevo portare a Catania - prosegue Ferrigno - perché è un grande motivatore, ma con ottime idee di gioco». Già da domani Petrone è chiamato ad un compito non facile: «Dovrà lavorare soprattutto sull’aspetto mentale, il Pisa che ho visto contro la Carrarese era davvero irriconoscibile». Il club sta pagando un pizzico di inesperienza nel mondo del calcio? «Credo di sì. La società ha fatto investimenti importanti e nessuno può rimproverare nulla, ma nel calcio non basta spendere. Quando cambi tre allenatori la colpa non può essere solo di chi guida la squadra. Credo che Pazienza diventerà un bravo allenatore, ma non era ancora pronto per una piazza come Pisa». Secondo Ferrigno la squadra ha troppi doppioni: «Sono stati presi giocatori troppo simili e tanti elementi sono stati adattati fuori ruolo. Per costruire una squadra forte bisogna saper scegliere le persone giuste. La società a bocce ferme deve fare un’analisi approfondita su cosa non è andato per il verso giusto». Ferrigno parla da addetto ai lavori, ma si sente che è molto legato al Pisa dopo la promozione del 2007: «Mi sembra ci sia gente con la pancia troppo piena e che non suda per la maglia. A volte i giocatori vanno presi anche con le maniere forti, in questo senso penso che Petrone sia l’uomo giusto per dare alla squadra uno spirito battagliero». Cosa cambierà con Petrone? «Sicuramente accantonerà il 4-3-3, ma soprattutto dovrà anche fare scelte importanti senza guardare ai nomi. Petrone è uno che ascolta solo se stesso e se lo lasciano lavorare in pace può far bene. Il tempo per rimediare c’è ancora, ma se qualcuno pensa solo a timbrare il cartellino e prendere lo stipendio il Pisa farà poca strada. Non bisogna prendere in giro i tifosi, che si stanno dimostrando molto maturi».
Su Petrone scommette anche un uomo di calcio come Franco Ceravolo, ex dirigente della Juventus e del Palermo: «Mario è un allenatore che seguo da anni e sono contento sia andato al Pisa, anche se non ci siamo ancora sentiti. Era una delle mie prime scelte per il Livorno di due anni fa. Petrone non ha solo carattere, ma fa giocare bene le sue squadre ottenendo risultati importanti come a Bassano, ma anche ad Ascoli. La stagione non è finita, anche se ai playoff il Pisa troverà molte squadre attrezzate, a cominciare dall’Alessandria».
Andrea Chiavacci
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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