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Il Condor Bonuccelli «Forza Pisa, ma occhio a Fanucchi»

Il Condor Bonuccelli «Forza Pisa, ma occhio a Fanucchi»

L’ex bomber ha allenato per 6 giornate il Gavorrano «I quattro gol all’Arzachena possono essere la svolta» 

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PISA. Vitaliano Bonuccelli morde il freno dall’inizio di ottobre. L’ex Condor dell’attacco nerazzurro (a Pisa nel 2009 in D a 41 anni) ha lasciato la panchina del Gavorrano dopo 6 sconfitte iniziali. Da spettatore non ha perso di vista le questioni della categoria, attento osservatore soprattutto delle formazioni toscane.

Mister, a mente fredda come archivia la sua prima esperienza da allenatore professionista?

«Ci sono rimasto male, non tanto per l’esonero, che era immaginabile dopo molte sconfitte consecutive, quanto per quello che è successo dopo il mio allontanamento: sono arrivati subito 2-3 giocatori nuovi e poi a gennaio l’organico è stato rivoluzionato. Io invece avevo la rosa dello scorso anno, che comunque avevo accettato. Ho preferito essere una brava persona prima che un allenatore. Quanto accaduto sarà un bagaglio di esperienza che porterò con me».

Da viareggino, fra Pisa e Lucchese non può che tifare nerazzurro...

«Sicuramente, anche perché a Pisa sono stato bene. Ho visto tante partite dei nerazzurri: prima non segnavano, adesso fanno e subiscono tanti gol. Quanto alla Lucchese, nel girone d’andata giocava discretamente, mentre ora paga qualche problema societario. Il Pisa è favorito, perché ha una qualità che non si discute».

Cosa l’ha colpita degli uomini di Corrado?

«Prima si diceva che mancasse un attaccante, ma io credo che quando una squadra ha Eusepi, Negro, Masucci e Giannone, non è facile trovare di meglio in giro. Penso che sia una formazione forte, che ha trovato difficoltà ma non è peggiore del Livorno» .

Contro la formazione amaranto lei ha esordito da allenatore in un campionato professionistico...

«E stavo vincendo fino a pochi minuti dalla fine» .

Dopo la prima giornata immaginava la successiva cavalcata degli uomini di Sottil?

«Sicuramente avevo notato la grande qualità offensiva. Il Livorno attaccava con tanti uomini, come nel girone ho visto fare solo alla Giana Erminio. Poi gli amaranto hanno perso qualche elemento, ma secondo me hanno già superato la crisi».

Le inseguitrici non hanno approfittato fino in fondo della flessione...

«Soprattutto il Siena, pareggiando con la Carrarese (che secondo me aveva giocato meglio) e negli ultimi minuti con il Gavorrano».

Del Pisa chi le piace maggiormente?

«Chiaramente mi piacciono giocatori affermati come Negro, ma io guardo soprattutto i giovani: ad inizio campionato mi hanno colpito Birindelli e Filippini, oltre a Petkovic. Penso che il Pisa fra le squadre di testa sia quella che ha dato più spazio agli under».

Rovescio della medaglia: i veterani partono dalla panchina, anche il capocannoniere Eusepi.

«Adesso Negro sta segnando. Vedo che sta fuori anche Mannini. Pazienza alla prima esperienza ha dimostrato grande coraggio. Ho visto Pisa – Gavorrano: i nerazzurri faticarono contro un avversario in 10 uomini. C’era ancora Gautieri e molti giocatori nuovi da inserire, a Pisa, dove non puoi permetterti un campionato di secondo ordine. Adesso però aver realizzato 4 gol all’Arzachena può aver segnato una svolta, se non per il primo posto, almeno per piazzarsi bene nella griglia playoff. Negli spareggi il pubblico può essere decisivo, perché i tifosi nerazzurri non si spostano in 30...».

Della Lucchese cosa ci dice?

«Dipende molto da Fanucchi, che alla sua età fa ancora la differenza. Contro il Gavorrano ricordo una brutta partita dei rossoneri».

Uno sguardo al Siena e alla Viterbese di Camilli?

«Il Siena non ha cambiato molto a gennaio. Davanti ha giocatori importanti come Marotta e buone alternative in mezzo al campo. La Viterbese è una squadra blindata, che concede poco allo spettacolo, con un calciatore come Baldassin, fra i più forti che ho visto. A gennaio Camilli ha fatto un mercato importante, acquistando Benedetti e Calderini, ma credo che la sua rosa sia meno completa rispetto a Pisa, Siena e Livorno».

Massimo Berutto

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