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Sono le ali a fare il modulo

Sono le ali a fare il modulo

4-4-2 o 4-2-3-1? Le opzioni di Pazienza in base ai giocatori

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PISA. 4-2-3-1 o 4-4-2? C’è anche chi ha scomodato il 4-2-4 per descrivere il Pisa di domenica scorsa, soprattutto nella seconda parte della gara con il Prato. Michele Pazienza, che preferisce parlare di spazi invece che di moduli, non si soffermerà troppo su queste sottigliezze, che sono grattacapi per chi deve stilare il tabellino delle partite.

QUESTIONE DI ALI. Per sciogliere il dilemma forse è sufficiente concentrarsi sugli esterni offensivi: per parlare di 4-2-3-1 o di 4-2-4 di solito servono le ali con i piedi invertiti, poste nelle migliori condizioni per accentrarsi in ottica di una rifinitura o di una conclusione a rete, non per crossare. Il Pisa ha un solo laterale offensivo mancino (Giannone), mentre tutti gli altri (Sainz Maza, Lisi, Mannini, Di Quinzio ed eventualmente Negro) sono destri. Se Giannone non è in campo, il modulo rispetta i canoni classici del 4-2-3-1 solo sul binario sinistro, anche se comunque su entrambe le fasce si alternano elementi a chiara vocazione offensiva.

LA RIVINCITA DELLA FASCIA DESTRA. Pazienza sta cercando di volgere a proprio vantaggio lo sbilanciamento dell’organico. Un esterno destro a destra consente di sfruttare l’ampiezza del campo su quel lato e di liberare spazio per i decentramenti di una delle due punte e per i conseguenti accentramenti dell’altra ala, quella a piede invertito, quasi come in un 4-3-3. È Negro a gravitare maggiormente a destra, per imbeccare il compagno di reparto o concludere in prima persona. Il lato che spesso risulta più debole in fase difensiva sta diventando il punto di forza in attacco, con la contemporanea azione di tre giocatori, compreso Birindelli. Da lì sono nati 5 dei 6 gol del girone di ritorno, 4 da traversoni del giovane terzino, uno da cross di Mannini, e 3 realizzati da Negro. Quando Giannone viene inserito, per stessa ammissione di Pazienza, l’ex reggiano non si limita al presidio della fascia destra, ma è chiamato a giocare fra le linee, quasi in un 4-2-1-3, da suggeritore per una sorta di tridente.

LISI METTE TUTTI D’ACCORDO. Francesco Lisi, interpellato nella trasmissione “E Ora Parlo Io” di Punto Radio, ha lasciato aperte tutte le porte sotto il profilo tattico, spiegando però la differenza tra le due opzioni: «Ho sempre giocato sia a destra che a sinistra. A sinistra posso rientrare e calciare in porta, mentre a destra posso crossare». Come Mannini il calciatore romano in passato si è adattato anche ai compiti di terzino. Sulla duttilità di Lisi ha scommesso l’ex nerazzurro Marco Ilari (ora in D all’Arzignano), concittadino, suo collega di ruolo e amico di famiglia: «È indifferente che Lisi giochi a destra o a sinistra. Può fare la differenza da entrambe le parti».

ALI A CONFRONTO. Con caratteristiche simili, uno per fascia, Mannini e Lisi potrebbero abbinare la propensione offensiva alla generosità in fase di ripiegamento, garantendo gli equilibri di squadra in direzione di un 4-4-2. Giannone e Sainz Maza (che domenica scorsa si sono alternati) insieme potrebbero invece scatenare l’imprevedibilità, conducendo il Pisa verso un vero e proprio 4-2-3-1. (m.b.)

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