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l’asso nella manica 

Se Mannini gioca in mediana o in attacco la squadra punge

Se Mannini gioca in mediana o in attacco la squadra punge

PISA. Basta avanzare Mannini per rendere più vigoroso l’impatto con le partite.Sarà un’interpretazione semplicistica o forse si tratterà di un puro caso, fatto sta che il Pisa ha sbloccato il...

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PISA. Basta avanzare Mannini per rendere più vigoroso l’impatto con le partite.

Sarà un’interpretazione semplicistica o forse si tratterà di un puro caso, fatto sta che il Pisa ha sbloccato il punteggio nei primi minuti solo nelle gare in cui il capitano è stato schierato in prima linea, non sempre ma spesso.

Effetto collaterale di questa scelta è l’impiego di Samuele Birindelli, un puro terzino destro. Nell’ultima gara casalinga dei nerazzurri contro l’Olbia, il giovane esterno basso ha suggerito per il fulmineo gol di Negro (primo assist per un difensore) e con le mani ha dato il là all’azione del raddoppio di Eusepi.

PRIMO APPROCCIO FELICE. Nella gestione di Michele Pazienza mai, prima di sabato scorso, il Pisa era passato in vantaggio nei 25’ iniziali (meno che mai di due reti come sull’Olbia), mentre i nerazzurri erano andati sotto in 4 occasioni (in casa con Pistoiese e Arezzo, a Carrara e a Pontedera), suscitando le lamentele del proprio allenatore, che reclamava più intensità nell’approccio agli incontri e che finalmente è stato accontentato.

L’ultimo match ha rappresentato anche la prima volta in cui Mannini ha attaccato con continuità fin dal fischio d’inizio, mentre finora il mister di San Severo lo aveva impiegato o in difesa, o da esterno di centrocampo, mai però con una netta vocazione offensiva, favorita stavolta anche dall’intraprendenza di Birindelli e dai suggerimenti delle punte.

A DIFFERENZA DI GAUTIERI. Al contrario, ai tempi di Gautieri il Pisa ha sbrigato spesso le pratiche nel primo tempo, guarda caso, da quando il mister napoletano ha impiegato Mannini in attacco.

Così sono state ottenute 3 delle 4 vittorie firmate dal primo allenatore stagionale: due gol alla Viterbese nei primi 43’ e una rete per ciascuno dei successi a Cuneo e sull’Arzachena, rispettivamente al 2’ e al 6’. L’eccezione è Pisa – Prato, vinta grazie a due centri nella ripresa.

La controprova è stata offerta dal pareggio con il Gavorrano: lo Sporting Club, in assenza di Mannini, non ha sbloccato subito il risultato, rimanendo impantanato nello 0-0 anche dopo l’ingresso del capitano.

COSA HA IN PIÙ DANIELE? Mannini rispetto ai compagni in fase offensiva ha in più ritmo, intensità e forza fisica, oltre al talento tecnico e all’intelligenza tattica.

Un quintetto di doti che si incarna solo nel capitano e che è fondamentale per prendere la gara in mano fin dall’inizio.

Emblematico l’impatto prorompente nella finale d’andata con il Foggia, quando il figlio d’arte andò in gol già al 4’. I centrocampisti in rosa sono di classe per la categoria e oltre, ma hanno tutti lo stesso passo, non rapidissimo, più adatto alla manovra che alle incursioni.

Idem per l’attacco, a parte gli scatti ad intermittenza di Giannone e Negro, o di Peralta, quando è impiegato.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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