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Negro, inizio-no ma può diventare l’uomo decisivo
Entrato in forma con molto ritardo, ora segna ed esalta anche le qualità di Eusepi
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PISA. Con l’Olbia abbiamo visto un Pisa finalmente concreto e capace di andare in gol con la sua coppia d’attacco. I frutti della campagna acquisti estiva potrebbero esser colti in inverno, a cominciare da Maikol Negro. L’ex attaccante del Matera dopo cinque mesi difficili si è finalmente sbloccato andando in gol negli ultimi due turni. Se il gol con l’Arezzo è stato inutile ai fini del risultato, quello lampo contro i sardi ha indirizzato una sfida che è diventata addirittura fin troppo facile viste le abitudine a complicarsi la vita dell’undici di Pazienza.
L’apporto di Negro diventa fondamentale anche per Eusepi che si trova a suo agio con partner d’attacco che gioca vicino a lui. Con Pazienza Eusepi ha realizzato sei reti in dieci incontri, ma il meglio di se lo da quando non deve rientrare o pressare in continuazione. Il Re quando gioca negli ultimi 30 metri e non è costretto a pressare i portatori di palla avversari, o addirittura rientrare in difesa, resta più lucido in zona gol. Nel finale con l’Olbia si è visto Cuppone, ma né lui né Cernigoi finora hanno dato la sensazione di poter diventare valide alternative ai titolari. Tornando al tema tattico va detto che la concretezza non si è vista solo da parte dei due bomber, ma anche da parte dell’allenatore che è tornato al semplice ma efficace 4-4-2, che può trasformarsi in 4-2-3-1, come nella sua gara d’esordio ad Alessandria.
Le ultime prestazioni deludenti e le assenze forzate hanno costretto Pazienza a ridisegnare la squadra e gli effetti sono stati ottimi. Anche Di Quinzio largo a destra ha convinto e come lo stesso Negro potrebbe essere un’arma in più per il girone di ritorno, anche perché finora è stato sfruttato non sempre nel suo vero ruolo ma a dire il vero, tranne rare eccezioni, non ha mai convinto in pieno.
Determinante invece l’apporto della fascia destra con Mannini spostato più avanti e Birindelli pronto alla sovrapposizione e al cross: non a caso i due pisani hanno fornito gli assist vincenti. Nel nuovo assetto non va dimenticato il ruolo di Masucci che proprio ad Alessandria, giocando a fianco di Eusepi, fu determinante come uomo assist. E Giannone per imprevedibilità e fantasia non è secondo a nessuno. In mezzo numericamente la squadra è lunga ma quando De Vitis e Maltese sono in palla la musica è decisamente migliore, anche perché il ritmo non può alzarlo Gucher che è un ottimo palleggiatore ma fin qui è risultato troppo lento.
In difesa è stato provato un nuovo assetto nel finale tornando a tre con Carillo, Ingrosso e Lisuzzo. Dopo il chiarimento con Pazienza si è rivisto il “Sindaco” , giocatore importante non tanto e non solo per quello che rappresenta per la tifoseria ma per quello che ancora può dare alla squadra. Con lui in campo la difesa ha ballato solo contro la Pistoiese. Con un centrocampo a cinque però Filippini non sembra convincente nel ruolo di esterno sinistro: soffre in fase di contenimento e difficilmente riesce a spingere e trovare il fondo.
Una delle poche certezze in una squadra che ha quasi sempre cambiato volto sembra venire dalla porta. Petkovic non ha saltato un minuto in gare di campionato e Pazienza sabato scorso lo ha difeso a spada tratta dopo qualche fischio proveniente dalla tribuna dopo qualche rinvio sbagliato, che ha fatto tornare alla memoria l’errore con l’Arezzo. Va detto però che il portiere serbo ha inciso in maniera negativa sul risultato solamente con l’uscita scriteriata all’ultimo secondo con la Pistoiese. (a. c.)
L’apporto di Negro diventa fondamentale anche per Eusepi che si trova a suo agio con partner d’attacco che gioca vicino a lui. Con Pazienza Eusepi ha realizzato sei reti in dieci incontri, ma il meglio di se lo da quando non deve rientrare o pressare in continuazione. Il Re quando gioca negli ultimi 30 metri e non è costretto a pressare i portatori di palla avversari, o addirittura rientrare in difesa, resta più lucido in zona gol. Nel finale con l’Olbia si è visto Cuppone, ma né lui né Cernigoi finora hanno dato la sensazione di poter diventare valide alternative ai titolari. Tornando al tema tattico va detto che la concretezza non si è vista solo da parte dei due bomber, ma anche da parte dell’allenatore che è tornato al semplice ma efficace 4-4-2, che può trasformarsi in 4-2-3-1, come nella sua gara d’esordio ad Alessandria.
Le ultime prestazioni deludenti e le assenze forzate hanno costretto Pazienza a ridisegnare la squadra e gli effetti sono stati ottimi. Anche Di Quinzio largo a destra ha convinto e come lo stesso Negro potrebbe essere un’arma in più per il girone di ritorno, anche perché finora è stato sfruttato non sempre nel suo vero ruolo ma a dire il vero, tranne rare eccezioni, non ha mai convinto in pieno.
Determinante invece l’apporto della fascia destra con Mannini spostato più avanti e Birindelli pronto alla sovrapposizione e al cross: non a caso i due pisani hanno fornito gli assist vincenti. Nel nuovo assetto non va dimenticato il ruolo di Masucci che proprio ad Alessandria, giocando a fianco di Eusepi, fu determinante come uomo assist. E Giannone per imprevedibilità e fantasia non è secondo a nessuno. In mezzo numericamente la squadra è lunga ma quando De Vitis e Maltese sono in palla la musica è decisamente migliore, anche perché il ritmo non può alzarlo Gucher che è un ottimo palleggiatore ma fin qui è risultato troppo lento.
In difesa è stato provato un nuovo assetto nel finale tornando a tre con Carillo, Ingrosso e Lisuzzo. Dopo il chiarimento con Pazienza si è rivisto il “Sindaco” , giocatore importante non tanto e non solo per quello che rappresenta per la tifoseria ma per quello che ancora può dare alla squadra. Con lui in campo la difesa ha ballato solo contro la Pistoiese. Con un centrocampo a cinque però Filippini non sembra convincente nel ruolo di esterno sinistro: soffre in fase di contenimento e difficilmente riesce a spingere e trovare il fondo.
Una delle poche certezze in una squadra che ha quasi sempre cambiato volto sembra venire dalla porta. Petkovic non ha saltato un minuto in gare di campionato e Pazienza sabato scorso lo ha difeso a spada tratta dopo qualche fischio proveniente dalla tribuna dopo qualche rinvio sbagliato, che ha fatto tornare alla memoria l’errore con l’Arezzo. Va detto però che il portiere serbo ha inciso in maniera negativa sul risultato solamente con l’uscita scriteriata all’ultimo secondo con la Pistoiese. (a. c.)
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