Le ragazzine in nerazzurro che sfidano i maschi
La squadra femminile dello Sporting Club non ha avversarie e in campo scende contro i ragazzi
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PISA. Impossibile non tifare per le ragazzine di Stefano Colombo. Nei giorni scorsi il Pisa Sc è stato condannato a pagare una penale di 26.666, 66 euro alla Federazione. Nella passata stagione infatti, quando la società era ancora a guida romana, i nerazzurri non tesserarono il minimo di 12 calciatrici U12 previsti. Da quest’anno invece il Pisa Sc si è conformato ai nuovi regolamenti ed ogni fine settimana schiera con orgoglio la prima leva delle giovani calciatrici vestite di nero e blu. Attorno però non sono fiorite altre esperienze analoghe e la Scuola calcio femminile nerazzurra si è trovata costretta a competere in un campionato maschile. Questo fatto, legato anche alla minore competitività del Pisa femminile, ha creato alla squadra qualche problema di ambientamento, ma allo stesso tempo, in diverse occasioni, le nerazzurre sono state accolte dai maschietti con regali, omaggi ed il dovuto rispetto. Anche se parliamo della categoria Pulcini 2008 7vs7, di bambine di dieci anni, a questa squadra va comunque riconosciuto un ruolo importante.
Non solo perché traccia una nuova strada nel calcio pisano, ma anche e soprattutto, perché Asia Aliotta, Laura Batistoni, Matilde Battafarano, Viola Benvenuti, Virginia Benvenuti, Chiara Bottai, Emma Bottai, Eleonora Burchi, Asia Cappanera, Noemi Garofalo, Francesca Giannasio, Azzurra Procopio, Lucia Rocchi, Giada Volgano, Alice Rapalini, Desiree Cavallini e altre tre nuove arrivate, stanno abbattendo gli stereotipi di genere radicati nella nostra società. «Sto vivendo un’esperienza bellissima - racconta Stefano Colombo, istruttore della Scuola calcio femminile nerazzurra -. Da tanti anni alleno nel calcio femminile e vi posso garantire che le bambine del Pisa si applicano tantissimo. Hanno un’euforia fuori dal comune». Tanto l’impegno delle bambine e delle famiglie che hanno scommesso in uno sport prettamente maschile. «Sì - conferma Colombo - e la società non ci fa mancare niente, sia per le strutture che per il materiale tecnico. La cosa più bella, insieme all’impegno delle bambine, è la vicinanza dei genitori. Non è sempre facile affrontare gli avversari, ma grazie alle famiglie, alla società e ai miei collaboratori (Maurizio Ceccarelli e Paola D’Alascio) la squadra sta migliorando a vista d’occhio. Il gruppo sta anche crescendo e anche se non tutte le ragazze sono allo stesso livello, la voglia di migliorare è la medesima». Qualche giornata fa è arrivata anche la prima vittoria, ottenuta contro i pari età del San Giuliano Fc B. «Nel nostro caso - continua Colombo - il risultato è fine a se stesso. Spesso il giorno della partita puntiamo a creare la giusta situazione, i presupposti per una bella giornata di sport. Contro Ponsacco e San Giuliano, le bambine sono state omaggiate con una rosa bianca e un dolcetto al cioccolato. Insomma, in campo ci sono dei bambini e non vogliamo perdere di vista il reale significato dell’attività sportiva di base, il divertimento».
A volte il Pisa femminile torna a casa con delle pesanti sconfitte. «Ma le bambine - prosegue Colombo - escono dal campo sempre con il sorriso e questa è la mia missione. A loro voglio trasmettere la mia passione per il calcio, poi quando cresceranno inizieremo a parlare anche dei risultati». In ultima analisi chiediamo a Colombo di ricordare due episodi, uno negativo, l’altro positivo. «Di negativo - conclude - nulla di particolare, tranne qualche situazione poco carina creatasi durante le partite. Ma non mi sembra giusto parlarne. Di positivo c’è il sorriso delle bambine e dei loro genitori, che poi è l’obiettivo che ci siamo prefissati all’inizio di questa avventura».
Carlo Palotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non solo perché traccia una nuova strada nel calcio pisano, ma anche e soprattutto, perché Asia Aliotta, Laura Batistoni, Matilde Battafarano, Viola Benvenuti, Virginia Benvenuti, Chiara Bottai, Emma Bottai, Eleonora Burchi, Asia Cappanera, Noemi Garofalo, Francesca Giannasio, Azzurra Procopio, Lucia Rocchi, Giada Volgano, Alice Rapalini, Desiree Cavallini e altre tre nuove arrivate, stanno abbattendo gli stereotipi di genere radicati nella nostra società. «Sto vivendo un’esperienza bellissima - racconta Stefano Colombo, istruttore della Scuola calcio femminile nerazzurra -. Da tanti anni alleno nel calcio femminile e vi posso garantire che le bambine del Pisa si applicano tantissimo. Hanno un’euforia fuori dal comune». Tanto l’impegno delle bambine e delle famiglie che hanno scommesso in uno sport prettamente maschile. «Sì - conferma Colombo - e la società non ci fa mancare niente, sia per le strutture che per il materiale tecnico. La cosa più bella, insieme all’impegno delle bambine, è la vicinanza dei genitori. Non è sempre facile affrontare gli avversari, ma grazie alle famiglie, alla società e ai miei collaboratori (Maurizio Ceccarelli e Paola D’Alascio) la squadra sta migliorando a vista d’occhio. Il gruppo sta anche crescendo e anche se non tutte le ragazze sono allo stesso livello, la voglia di migliorare è la medesima». Qualche giornata fa è arrivata anche la prima vittoria, ottenuta contro i pari età del San Giuliano Fc B. «Nel nostro caso - continua Colombo - il risultato è fine a se stesso. Spesso il giorno della partita puntiamo a creare la giusta situazione, i presupposti per una bella giornata di sport. Contro Ponsacco e San Giuliano, le bambine sono state omaggiate con una rosa bianca e un dolcetto al cioccolato. Insomma, in campo ci sono dei bambini e non vogliamo perdere di vista il reale significato dell’attività sportiva di base, il divertimento».
A volte il Pisa femminile torna a casa con delle pesanti sconfitte. «Ma le bambine - prosegue Colombo - escono dal campo sempre con il sorriso e questa è la mia missione. A loro voglio trasmettere la mia passione per il calcio, poi quando cresceranno inizieremo a parlare anche dei risultati». In ultima analisi chiediamo a Colombo di ricordare due episodi, uno negativo, l’altro positivo. «Di negativo - conclude - nulla di particolare, tranne qualche situazione poco carina creatasi durante le partite. Ma non mi sembra giusto parlarne. Di positivo c’è il sorriso delle bambine e dei loro genitori, che poi è l’obiettivo che ci siamo prefissati all’inizio di questa avventura».
Carlo Palotti
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