i prossimi avversari
Una nuova proprietà romana (e un po’ di Gea) per l’Arezzo
PISA. I “romani” che Pisa non ha voluto si sono accasati ad Arezzo. Non le stesse persone, sia ben chiaro. Il nuovo presidente amaranto non è né Petroni (senior e junior), né Gravina dell’Italpol e...
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PISA. I “romani” che Pisa non ha voluto si sono accasati ad Arezzo. Non le stesse persone, sia ben chiaro. Il nuovo presidente amaranto non è né Petroni (senior e junior), né Gravina dell’Italpol e neppure Taverniti, ma Marco Matteoni, classe 1963, a capo nell’omonimo gruppo, attivo soprattutto nel campo dell’edilizia, ma anche nella comunicazione (Italian Television), con interessi nella ristorazione, nel catering e nello smaltimento rifiuti.
Inoltre ha la presidenza onoraria dell’Olimpus Roma, campione d’Italia di calcio a 5 femminile. Un passaggio di consegne fra romani, perché tale è anche Mauro Ferretti, ex patron dell’Arezzo.
Matteoni, che ha acquisito le quote insieme ad altri imprenditori, ha affidato la direzione generale a Franco Zavaglia, già procuratore di Francesco Totti e socio di Alessandro Moggi nella Gea.
Fin dalle prime dichiarazioni (in occasione della presentazione e poi dell’esordio vincente in Arezzo – Prato) l’uomo d’affari ha dimostrato di essere quanto di più lontano dalla flemma di Fabio Petroni, sparando battute e bordate a destra e manca.
Da romanista il suo primo destinatario è stato il presidente giallorosso James Pallotta, definito «l’unico americano senza soldi».
Pepato anche il commento sull’eliminazione della Nazionale dai campionati mondiali: «Con la Svezia non siamo stati capaci né di comprarla, né di batterla sul campo».
Sulla questione stadio, che a quanto anche ad Arezzo diventerà presto d’attualità, Matteoni è sicuramente più “sbrigativo” rispetto al Gruppo Corrado: «Ci vorrebbe una bomba atomica, così lo distruggiamo e lo ricostruiamo».
Il nuovo presidente dell’Arezzo, vicino all’ex sindaco capitolino Gianni Alemanno, nella scorsa estate ha rilevato il Giornale d’Italia, quotidiano on-line fondato e diretto da Francesco Storace, ex leader de La Destra, attualmente presidente del Movimento Nazionale per la Sovranità, di cui Alemanno è segretario. Nessun atto di cortesia verso l’avversaria politica Maria Elena Boschi, che è di casa nella provincia di Arezzo: «Non l’ho incontrata – ha dichiarato Matteoni al Giornale d’Italia – e non credo che lo farò».
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Inoltre ha la presidenza onoraria dell’Olimpus Roma, campione d’Italia di calcio a 5 femminile. Un passaggio di consegne fra romani, perché tale è anche Mauro Ferretti, ex patron dell’Arezzo.
Matteoni, che ha acquisito le quote insieme ad altri imprenditori, ha affidato la direzione generale a Franco Zavaglia, già procuratore di Francesco Totti e socio di Alessandro Moggi nella Gea.
Fin dalle prime dichiarazioni (in occasione della presentazione e poi dell’esordio vincente in Arezzo – Prato) l’uomo d’affari ha dimostrato di essere quanto di più lontano dalla flemma di Fabio Petroni, sparando battute e bordate a destra e manca.
Da romanista il suo primo destinatario è stato il presidente giallorosso James Pallotta, definito «l’unico americano senza soldi».
Pepato anche il commento sull’eliminazione della Nazionale dai campionati mondiali: «Con la Svezia non siamo stati capaci né di comprarla, né di batterla sul campo».
Sulla questione stadio, che a quanto anche ad Arezzo diventerà presto d’attualità, Matteoni è sicuramente più “sbrigativo” rispetto al Gruppo Corrado: «Ci vorrebbe una bomba atomica, così lo distruggiamo e lo ricostruiamo».
Il nuovo presidente dell’Arezzo, vicino all’ex sindaco capitolino Gianni Alemanno, nella scorsa estate ha rilevato il Giornale d’Italia, quotidiano on-line fondato e diretto da Francesco Storace, ex leader de La Destra, attualmente presidente del Movimento Nazionale per la Sovranità, di cui Alemanno è segretario. Nessun atto di cortesia verso l’avversaria politica Maria Elena Boschi, che è di casa nella provincia di Arezzo: «Non l’ho incontrata – ha dichiarato Matteoni al Giornale d’Italia – e non credo che lo farò».
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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