Meteo
Tutte le mosse vincenti di Pazienza
Ha battuto Sottil in una sfida tra tecnici che non si fanno imbrigliare dalle formule
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Michele Pazienza batte Andrea Sottil nella sfida tra “camaleonti”. Il derby è stato il match tra due allenatori che non si fanno imprigionare dalle formule, pronti a ridisegnare i moduli attraverso le caratteristiche dei giocatori e ad adattare i calciatori alle esigenze tattiche. Sottil, a differenza di Pazienza, accetta l’etichetta del 4-2-3-1, ma poi la piega a suo piacimento, come dimostrato, anche se con scarso successo, nel confronto dell’Arena. La scelta di riportare Mannini in retroguardia sarebbe stata meno coraggiosa se, come era previsto, il suo diretto rivale fosse stato Valiani, il più prudente e tattico tra i tre calciatori a supporto del centravanti Vantaggiato. Sottil invece, potendo plasmare liberamente il tridente dei trequartisti, ha cambiato strategia all’ultimo momento, dirottando Doumbia sulla sinistra, in un innaturale confronto con Mannini. Uno scacco in piena regola, insieme alla collocazione di un altro carico da undici, il brasiliano Murilo, sulla corsia difesa da Filippini e di Valiani nella zona centrale.
Fin qui la teoria, poi un Mannini tirato a lucido per il derby non solo ha imbrigliato Doumbia, ma si è proposto più volte in fase offensiva, mentre il resto della difesa nerazzurra ha retto ai colpi di Vantaggiato e compagni. Il ritorno al 4-3-3 ha rilanciato le quotazioni dell’austriaco Gucher già nella gara di Piacenza (al di là del gol segnato). L’ex frusinate, apparso spaesato quando era schierato con un unico partner in mezzo al campo, ha ripreso a brillare in un reparto a tre, partendo da schermo davanti alla difesa, ma proponendosi più volte nella trequarti avversaria. Un calciatore rivitalizzato, carico, sempre pronto ad arpionare seconde palle e a pressare gli avversari.
Il calcio “senza schemi” di Pazienza si incarna in alcuni giocatori che praticamente operano a tutto campo. Nel derby Giannone, Masucci, Eusepi e Mannini hanno svariato in ogni direzione, in barba alle teoriche posizioni di partenza, tenendo la squadra corta, come un elastico pronto a proiettarsi in avanti. Con giocatori del genere brani di 4-3-3, 4-4-2, 4-2-3-1 o 4-5-1 possono convivere e alternarsi, azione dopo azione, nella stessa partita.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Fin qui la teoria, poi un Mannini tirato a lucido per il derby non solo ha imbrigliato Doumbia, ma si è proposto più volte in fase offensiva, mentre il resto della difesa nerazzurra ha retto ai colpi di Vantaggiato e compagni. Il ritorno al 4-3-3 ha rilanciato le quotazioni dell’austriaco Gucher già nella gara di Piacenza (al di là del gol segnato). L’ex frusinate, apparso spaesato quando era schierato con un unico partner in mezzo al campo, ha ripreso a brillare in un reparto a tre, partendo da schermo davanti alla difesa, ma proponendosi più volte nella trequarti avversaria. Un calciatore rivitalizzato, carico, sempre pronto ad arpionare seconde palle e a pressare gli avversari.
Il calcio “senza schemi” di Pazienza si incarna in alcuni giocatori che praticamente operano a tutto campo. Nel derby Giannone, Masucci, Eusepi e Mannini hanno svariato in ogni direzione, in barba alle teoriche posizioni di partenza, tenendo la squadra corta, come un elastico pronto a proiettarsi in avanti. Con giocatori del genere brani di 4-3-3, 4-4-2, 4-2-3-1 o 4-5-1 possono convivere e alternarsi, azione dopo azione, nella stessa partita.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
