il personaggio
La seconda vita di Andrea Signorini, figlio del grande Gianluca
PISA . Lunga gavetta nel calcio “minore” e, a 27 anni, la prima gioia per un gol in B. Andrea Signorini, figlio del grande Gianluca, ha trovato la continuità. Una gioia che non si è goduto in pieno:...
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PISA . Lunga gavetta nel calcio “minore” e, a 27 anni, la prima gioia per un gol in B. Andrea Signorini, figlio del grande Gianluca, ha trovato la continuità. Una gioia che non si è goduto in pieno: la sua Ternana, due turni fa, era avanti 3-1 a Cremona e si è fatta raggiungere sul 3-3. Decisiva proprio la sua espulsione.
Resta la gioia per uno che non è abituato al gol, ma a non far segnare gli altri: «È qualcosa in più - spiega Andrea in una intervista alla Gazzetta dello Sport -. Ne ho segnati altri 8 in Lega Pro con Alessandria e Benevento e qualcuno con il Genoa Primavera». Questo è importante perché non segnava da quattro anni e in Umbria sta trovando l’ambiente giusto con il tecnico Pochesci: «Alla Ternana c’è un bel gruppo. Pochesci ha voglia di lavorare ed affermarsi, dice le cose in faccia. È una persona vera».
Inevitabile però che si torni a parlare di suo padre Gianluca: «Non sarò mai come il mio babbo, magari potessi - spiega Andrea -. Uomini come lui sono rari. Anche come calciatori le caratteristiche sono diverse, pur essendo anch’io un difensore». Rispetto a babbo Gianluca l’esordio nella massima serie per Andrea era stato precoce: ha giocato la sua unica partita in A proprio con la maglia più amata dal padre, quella del Genoa il 17 maggio 2009 nel 2-2 contro il Chievo Verona che di fatto negò l’accesso alla Champions League del grifone allenato da Gian Piero Gasperini. Andrea aveva compito da poco 19 anni, visto che è nato a Pisa il 31 gennaio 1990. Col Genoa anche la soddisfazione di aver segnato al Torneo di Viareggio 2008 la rete del 3-3 contro il Tottenham nella gara inaugurale. Un gol di testa come quello alla Cremonese. Con la Primavera rossoblù vince anche una Coppa Italia nel 2009. Poi inizia il girovagare in C: Alessandria, Benevento, dove spesso incrocia il Pisa, e l’approdo in B a Cittadella. In Veneto 4 presenze nel 2014-2015 e retrocessione in C.
Negli ultimi anni ritrova continuità con Rimini, Fondi e Terni. Nell’intervista parla dell’accostamento al padre: «Sono orgogliosissimo di mio babbo, ma giocare con questo peso non è facile. Se faccio bene sono uguale a lui, se sbaglio sono raccomandato. Quando ero più piccolo mi pesava di più e dopo Genova ho sempre preferito andare dove non ha giocato. Ora però sono alla Ternana». Qui Gianluca ha militato nel 1983-84.
Restano l’esempio ed i valori che Gianluca ha trasmesso ad Andrea, che oggi conta molto sulla mamma Antonella: «Lei è la mia prima tifosa, il mio eroe, il mio punto di riferimento. C’è sempre nel bene e nel male, anche se non viene alle partite perché va in ansia e ha paura che mi faccia male. Dopo la partita di Cremona mi ha subito telefonato». Una famiglia che lo segue con entusiasmo: «Anche le mie sorelle Benedetta e Giulia e mio fratello Alessio sono i miei primi tifosi». Andrea non nasconde la sua fede calcistica: «Sono molto legato al Genoa, ma faccio il tifo per il Pisa. Sono nato e cresciuto lì, quando posso vado all’Arena Garibaldi». Il fratello maggiore Alessio da ragazzo ha giocato nel settore giovanile nerazzurro, mentre Andrea non ha mai indossato la maglia del Pisa. Mai dire mai. (a.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Resta la gioia per uno che non è abituato al gol, ma a non far segnare gli altri: «È qualcosa in più - spiega Andrea in una intervista alla Gazzetta dello Sport -. Ne ho segnati altri 8 in Lega Pro con Alessandria e Benevento e qualcuno con il Genoa Primavera». Questo è importante perché non segnava da quattro anni e in Umbria sta trovando l’ambiente giusto con il tecnico Pochesci: «Alla Ternana c’è un bel gruppo. Pochesci ha voglia di lavorare ed affermarsi, dice le cose in faccia. È una persona vera».
Inevitabile però che si torni a parlare di suo padre Gianluca: «Non sarò mai come il mio babbo, magari potessi - spiega Andrea -. Uomini come lui sono rari. Anche come calciatori le caratteristiche sono diverse, pur essendo anch’io un difensore». Rispetto a babbo Gianluca l’esordio nella massima serie per Andrea era stato precoce: ha giocato la sua unica partita in A proprio con la maglia più amata dal padre, quella del Genoa il 17 maggio 2009 nel 2-2 contro il Chievo Verona che di fatto negò l’accesso alla Champions League del grifone allenato da Gian Piero Gasperini. Andrea aveva compito da poco 19 anni, visto che è nato a Pisa il 31 gennaio 1990. Col Genoa anche la soddisfazione di aver segnato al Torneo di Viareggio 2008 la rete del 3-3 contro il Tottenham nella gara inaugurale. Un gol di testa come quello alla Cremonese. Con la Primavera rossoblù vince anche una Coppa Italia nel 2009. Poi inizia il girovagare in C: Alessandria, Benevento, dove spesso incrocia il Pisa, e l’approdo in B a Cittadella. In Veneto 4 presenze nel 2014-2015 e retrocessione in C.
Negli ultimi anni ritrova continuità con Rimini, Fondi e Terni. Nell’intervista parla dell’accostamento al padre: «Sono orgogliosissimo di mio babbo, ma giocare con questo peso non è facile. Se faccio bene sono uguale a lui, se sbaglio sono raccomandato. Quando ero più piccolo mi pesava di più e dopo Genova ho sempre preferito andare dove non ha giocato. Ora però sono alla Ternana». Qui Gianluca ha militato nel 1983-84.
Restano l’esempio ed i valori che Gianluca ha trasmesso ad Andrea, che oggi conta molto sulla mamma Antonella: «Lei è la mia prima tifosa, il mio eroe, il mio punto di riferimento. C’è sempre nel bene e nel male, anche se non viene alle partite perché va in ansia e ha paura che mi faccia male. Dopo la partita di Cremona mi ha subito telefonato». Una famiglia che lo segue con entusiasmo: «Anche le mie sorelle Benedetta e Giulia e mio fratello Alessio sono i miei primi tifosi». Andrea non nasconde la sua fede calcistica: «Sono molto legato al Genoa, ma faccio il tifo per il Pisa. Sono nato e cresciuto lì, quando posso vado all’Arena Garibaldi». Il fratello maggiore Alessio da ragazzo ha giocato nel settore giovanile nerazzurro, mentre Andrea non ha mai indossato la maglia del Pisa. Mai dire mai. (a.c.)
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